Il Milan si è momentaneamente congedato dal campionato nel migliore dei modi: primo posto solitario in classifica e imbattibilità conservata contro il Verona, rimontato fino al 2-2 che ha permesso a Ibrahimovic e compagni di salire a quota 17 punti.
Un avvio di stagione perfetto, macchiato in piccolissima parte dalla debacle interna col Lille in Europa League: piccolo incidente di percorso che però non pregiudica i pareri ottimistici espressi sulla squadra rossonera.
Paolo Maldini può godersi una squadra finalmente al vertice e capace di abbinare il bel gioco ai risultati: l'ex capitano è intervenuto ai microfoni di 'Radio 105' durante la trasmissione '105 Mi Casa'.
"Come in ogni magia c'è un segreto che non posso rivelare. Dietro c'è tanto lavoro: la squadra ha un'idea di gioco ben precisa, così come la proprietà continua a perseguire l'idea di sostenibilità economica e, se possibile, anche di autofinanziamento".
Nonostante il ruolo dirigenziale, c'è ancora qualcuno che lo chiama 'capitano' come i vecchi tempi.
"Qualcuno mi chiama 'capitano', altri invece 'Paolino'. Poi c'è chi si rivolge a me con 'direttore', anche se non ci sono ancora abituato (ride, ndr)".
Infine un aneddoto sulla difficoltà incontrata a marcare un grande avversario interista.
"Ibrahimovic l'ho incontrato diverse volte da giocatore, lo marcavo da centrale. Ora, per me, è diventato più grosso: prima non facevo così fatica come con Adriano".


