Per l'ennesima volta è il calcio a finire nelle prime pagine di quotidiani e siti web sportivi in maniera negativa. Stavolta lo scenario è stata la gara tra Italia e Croazia in quel di Milano (valida per le qualificazioni a Euro 2016) con il fitto lancio di fumogeni, razzi e petardi da parte della tifoseria ospite.
Dopo una prima serie di lanci in seguito al pari di Perisic, i tifosi croati si sono scatenati nel secondo tempo, costringendo l'arbitro Kuipers a sospendere la gara per 17 minuti. Indignazione da parte di mister Kovac, selezionatore della Nazionale croata, imbarazzo per l'ex campione Davor Suker, ora presidente della federazione.
"Ho visto quella seconda ondata di razzi e onestamente... me ne sono andato" ha evidenziato il presidente del CONI Giovanni Malagò a margine del premio Facchetti. "C'era una bella cornice di pubblico, 70.000 persone. Era tutto nei binari giusti e poi...".
Malagò non ne può più dei problemi calcistici: "Queste cose succedono solo in questo sport. Nonostante le rivalità non sarebbe successo tra Italia e Croazia, giocando a basket, pallanuoto o pallavolo. Sono problemi condivisi da tante federazioni, ma si parla sempre e solo del calcio".
A San Siro Malagò era tra l'altro seduto affianco a Suker: "Ho provato a consolarlo, era imbarazzatissimo e di certo non se lo merita. La federazione croata ha pagato milioni di multe, alla fine la responsabilità cade su di loro".
Usando una sola parola il presidente del CONI descrive quanto successo alla Scala del calcio: "Una follia". Inutile aggiungere altro.
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