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Romelu Lukaku Inter 2020Getty

Lukaku sprona l'Inter: "Lo Scudetto è il minimo, voglio vincere"

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Che Romelu Lukaku sia l'uomo copertina di questa Inter non è in discussione, così come non lo è la sua voglia di prevalere sempre e comunque per migliorarsi e migliorare una squadra che non vince un trofeo da quasi 10 anni.

Il bomber belga è stato intervistato da 'France Football' e già nell'anticipazione di ieri aveva mostrato grande fiducia nei propri mezzi, senza scadere in complessi d'inferiorità con gli altri attaccanti più letali d'Europa.

"Dal punto di vista tattico, del posizionamento e dei movimenti non sbaglio mai. Faccio parte dei primi 5 attaccanti al mondo. Se Cristiano Ronaldo, Messi o Lewandowski hanno superato i loro limiti, perché non potrei riuscirci anch'io?".

Lukaku non teme i paragoni con Ronaldo 'Il Fenomeno', anche se la mancata conquista dell'Europa League rappresenta una differenza marcata tra la sua prima stagione a Milano e quella vissuta dal brasiliano.

"Qui tutti mi parlavano di quei 34 goal di Ronaldo alla prima stagione in nerazzurro. Sono felice per averlo eguagliato, ma lui vinse la finale di Coppa UEFA e io ho perso quella di Europa League. Ora voglio vincere".

L'ottimo rapporto con Conte è nato ancor prima che i due si congiungessero all'Inter.

"Il mister mi disse che se fossi migliorato spalle alla porta non mi avrebbe fermato più nessuno. Mi disse questo ai Mondiali in Brasile prima che lasciasse la Juventus e me lo ribadì quando allenava il Chelsea. Io a Londra? Hazard fece da tramite e diede il mio numero al ds che mi chiamò, dicendomi che il nuovo allenatore voleva solo me. Non sapevo chi fosse, ma poi all'incontro ho visto Conte: me lo sarei dovuto aspettare, doveva essere per forza lui".

L'intesa con Lautaro ha raggiunto livelli altissimi in campo e fuori.

"Prima di arrivare qui a Milano vedevo molte partite dell'Inter. Lautaro veniva impiegato da solo lì davanti e ho subito pensato che insieme avremmo potuto far male alle difese avversarie. All'inizio comunicavamo in spagnolo, la svolta è stata quella. Siamo molto amici e non abbiamo mai litigato: un giorno tocca a me, un altro a lui. Abbiamo un equilibrio perfetto, ci troviamo benissimo".

L'Inter non può più permettersi di mancare l'appuntamento con la gloria: lo Scudetto è l'obiettivo minimo.

"Siamo l'Inter e dobbiamo lottare per vincere lo Scudetto. Credo sia il minimo, ma vedremo a marzo".

Il tour de force a cui è sottoposta l'Inter non ha mai preoccupato Lukaku, felice anzi di poter dare il proprio contributo così frequentemente.

"Se la preparazione atletica è buona non ho problemi. Quest'anno ho avuto solo otto giorni di vacanza, ma non ho mai pensato di dire che il riposo non fosse abbastanza. Pensando così avrei aumentato il rischio di infortunarmi. Sono sempre contento di giocare, anche diverse volte in una settimana".

Il segreto di Lukaku sta nella visione di tante partite da cui apprendere qualcosa di nuovo per limare i difetti.

"Chi fa attenzione ai dettagli vede tutto. Anno dopo anno miglioro e aggiungo qualcosa al mio bagaglio osservando. Questa è un po' la mia droga".

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