Il suo trasferimento al Chelsea ha portato nelle casse dell'Inter qualcosa come 115 milioni di euro, ossigeno puro in un momento storicamente complicato: la cessione di Romelu Lukaku è stata un duro colpo da assorbire per i tifosi nerazzurri che, a poche ore dal 2022, si dividono tra chi lo rivorrebbe a Milano e chi lo ha già dimenticato.
Il bomber belga ha rilasciato una lunga intervista (non ben accolta da Tuchel) a 'Sky Sport' e, nelle anticipazioni emerse durante la giornata di ieri, non ha fatto mistero della volontà di tornare a Milano un giorno, naturalmente per vincere ancora, poco soddisfatto dell'andamento della sua seconda avventura londinese. Ammissione corredata dalle scuse rivolte alla tifoseria meneghina per la modalità dell'addio.
Nelle nuove dichiarazioni andate in onda su 'Sky Sport', Lukaku ha innanzitutto speso parole di ringraziamento per l'ambiente interista, unitamente alla spiegazione della scelta di tornare a Londra per cancellare un passato tutt'altro che esaltante.
"A Milano ho vissuto i migliori momenti della mia carriera, ringrazio i compagni e gli staff di Conte e Inzaghi. I dirigenti. Tutti. I tifosi dell'Inter sono i migliori al mondo. Da bambino però tifavo Chelsea, ci sono le immagini di quando a 15 anni andavo a 'Stamford Bridge'. Nella mia testa avevo sempre quella prima avventura andata male, volevo tornare per rimediare. Le sfide fanno parte della mia vita, è qualcosa che mi stimola".
Lukaku ha ricevuto un'altra offerta vantaggiosa al termine della prima stagione con l'Inter: quella del Manchester City, addirittura migliore dal punto di vista economico.
"Il Manchester City aveva offerto più del Chelsea dopo il mio primo anno all'Inter, ma io non volevo andare via: dovevo restare per fare qualcosa di bello con il club che ha salvato la mia carriera. Al Manchester United ero finito dentro a un tunnel, per l'Inter sono stato un grande investimento e insieme abbiamo raggiunto grandi risultati".
Subito dopo lo Scudetto vinto a maggio, la volontà di Lukaku era quella di rinnovare con l'Inter, eventualità sfumata a causa del 'no' del club.
"Quando abbiamo vinto lo Scudetto ho chiesto ai dirigenti di rinnovare perché a Milano mi trovavo bene, lì ho ancora un appartamento: mi sono detto che sarebbe venuta tutta la mia famiglia. Purtroppo non hanno voluto rinnovarmi il contratto e questo è stato difficile da accettare. Nella mia testa pensavo di fare la storia con l'Inter e poi andare in un club tra Real Madrid, Bayern Monaco e Barcellona, uno dei tre in cui i giocatori sognano di andare un giorno. Avevamo fatto grandi cose, c'era la possibilità di continuare a progredire assieme a calciatori come Lautaro, Barella, Skriniar e Bastoni: questo non è successo, allora mi sono detto che sarei potuto tornare al Chelsea. Quando sono arrivati ne ho parlato subito con Inzaghi e lui è stato bravissimo fin dall'inizio, lui e il suo staff sono stati dei veri uomini con me. Il mancato rinnovo mi ha dato fastidio, altrimenti sarei rimasto".
Gli addii in successione di Conte e Hakimi hanno avuto un ruolo importante nella scelta di fare le valigie.
"I soldi non contano, c'entra il senso di sfida perché in Inghilterra non ho mai vinto nulla in otto anni. Era difficile dire di no alla squadra per cui facevo il tifo da bambino. In un altro momento sarei rimasto. Poi vedi anche tu: Conte va via, Hakimi va via, si parla della società in difficoltà. Io non ho mai detto nulla, ho sempre avuto un buon rapporto con la società, i tifosi e Inzaghi: il mister ha chiamato prima Handanovic e poi me, mi ha spiegato come voleva giocare. E' al top sia dal punto di vista umano che tecnico, mio fratello me ne aveva sempre parlato bene".
L'Inter è rimasta competitiva anche senza Lukaku.
"Seguo sempre l'Inter, guardo tutto. Sapevo che sarebbero andati bene lo stesso, la squadra ha raggiunto un livello di maturità tale che la vittoria è ormai l'unico risultato da portare a casa. Inzaghi è forte tatticamente, ora la squadra gioca di più e segnano in tanti. Mi fa piacere per Calhanoglu. Io spero che l'Inter vinca sempre e sia al top, che continui così".
L'intesa con Lautaro è una delle cose che più manca a Lukaku della sua esperienza milanese.
"Mi manca, non era necessario parlare tanto e in campo potevo anche morire in campo per lui. Se torneremo insieme al Chelsea? No, rimanga là che torno io (ride, ndr). Ho capito che avremmo potuto fare grandi cose fin dal primo giorno che l'ho visto, ha un gioco che per me è il massimo. Il fatto che entrambi parliamo spagnolo ha aiutato tanto. Lui lo inserisco tra i migliori compagni mai avuti assieme a De Bruyne e Hazard".
Il rapporto con Conte va al di là del semplice allenatore-giocatore.
"Con lui ho parlato di tante cose, di calcio e di vita. Quando se n'è andato mi ha fatto male, mi ha scritto per informarmi mentre ero a Dubai a cena con mio fratello. Per me è stato uno dei momenti più difficili. Se fosse rimasto? No, contava solo il mio rinnovo. Sapevo che con Inzaghi le possibilità di vincere ci sarebbero state comunque, d'altronde il suo prossimo step è vincere lo Scudetto. Col rinnovo avremmo parlato di Milano e non di Londra".
"Conte al Tottenham può replicare quel che ha fatto all'Inter, ma sa che il Chelsea è davvero forte. Averlo come avversario è uno stimolo ulteriore per me, vincere contro chi ti ha fatto bene sarà anche meglio. Contro di lui non ho mai vinto. E' stato un grandissimo, mi ha aiutato a non mollare mai dal punto di vista mentale. I giocatori sanno che non devono farmi arrabbiare, soprattutto Barella, Handanovic, Brozovic e Sensi. Funziona sempre. Anche con gli avversari? Se mi cerchi, arrivo".
La commozione è tanta quando è affrontato il tema Eriksen.
"Per me è stato un momento duro. Ho passato più tempo con la squadra che con la mia famiglia, devo essere onesto. Per me sono dei fratelli di vita quei giocatori. Quando Eriksen è collassato in campo sono stato molto male. La sua camera era accanto alla mia, giocavamo sempre insieme alla Play. Spero che riprenda la sua vita normale, a prescindere dal ritorno in campo o meno. Christian è un uomo d'oro, si è sforzato ad imparare l'italiano e quando il mister ha trovato il modo per farlo giocare con Brozovic è stato importantissimo per noi. La partita più difficile l'ho giocata qualche giorno dopo, durante gli Europei ho avuto diverse notti insonni: prima del calcio ci sono cose più importanti".
Juventus e Milan non faranno mai parte del futuro di Lukaku: per lui, in Italia, esiste solo l'Inter.
"Alla Juventus o al Milan? Mai, mai, mai, mai. Quando ho saputo che Conte sarebbe diventato l'allenatore dell'Inter non ho mai pensato ad altro. La Juventus ha provato a prendermi e mi sono anche un po' arrabbiato col mio agente perché non volevo parlare coi bianconeri, in Italia per me c'è solo l'Inter. Quando ho parlato con loro l'Inter non aveva fatto ancora la sua offerta, ho aspettato la mossa di Zhang. Al Manchester United ho detto che sarei andato comunque all'Inter, anche in caso di offerta migliore della Juventus. Per il futuro, se dovessi tornare in Italia, sceglierei solo l'Inter. Oppure l'Anderlecht in Belgio".




