Goal, occasioni da rete e soprattutto tanta, tantissima tensione. Lazio-Inter è finita 3-1 per i biancocelesti, ma il risultato sembra essere quasi l'aspetto meno importante in un contesto che, all'Olimpico, è improvvisamente diventato di fuoco.
Ad accendere gli animi è stato il 2-1 di Felipe Anderson, segnato con Dimarco a terra. Un episodio a cui ne ha fatto seguito un altro, accaduto questa volta dopo il 90': l'espulsione di Luiz Felipe, un rosso diretto che ha indotto il difensore brasiliano a scoppiare in un pianto a dirotto.
Luiz Felipe è saltato sulle spalle di Correa, ex compagno che oggi indossa la maglia dell'Inter. Un gesto apparentemente scherzoso, da amico ad amico. Ma i giocatori nerazzurri non l'hanno considerato tale, dando vita a un altro parapiglia dopo quello susseguente al 2-1.
Non l'ha pensata così nemmeno l'arbitro Irrati, che ha visto tutto e ha estratto il cartellino rosso diretto nei confronti di Luiz Felipe. Il quale è immediatamente scoppiato in lacrime, mimando più volte il proprio gesto per sottolinearne l'intento bonario.
Marco Parolo, commentatore a DAZN ed ex compagno di squadra alla Lazio sia di Luiz Felipe che di Correa, ha sottolinato il fatto che i due "sono amicissimi". Precisando però che, considerata la tensione in campo, probabilmente "non era il momento" di lasciarsi andare a una simile confidenza nei confronti di un avversario appena sconfitto.
Luiz Felipe salterà così la prossima partita, in programma domenica prossima sul campo del Verona. Ed è un bel problema per la Lazio e per Maurizio Sarri, se è vero che Acerbi dovrà scontare la seconda giornata di squalifica dopo l'espulsione rimediata a Bologna.
Al termine della sfida, Luiz Felipe è intervenuto su Instagram per spiegare l'accaduto e confermare la grande amicizia che lo lega a Correa.
"Vorrei esprimermi sulle ripercussioni negative in relazione a quanto accaduto oggi, a fine partita. Innanzitutto, voglio chiarire che ho un grande rispetto per l'Inter o per qualsiasi altro club. Siamo tutti professionisti, che lavorano per perseguire i nostri obiettivi e non mancheremmo mai di rispetto a un altro professionista. A fine partita sono finito per saltare sulle spalle di Tucu perché è uno dei grandi amici che il calcio mi ha dato. Le nostre famiglie sono amiche e siamo sempre stati molto uniti. Lì, quello che volevo di più era abbracciarlo e scherzare sul risultato, per quanto la nostra amicizia lo permette, ma mi sono emozionato. Forse, ripensandoci, non era il momento migliore o il luogo più adatto. Chiedo scusa a chiunque si sia sentito offeso e chiarisco che non ho cercato, in alcun modo, di essere irrispettoso nei suoi confronti, nei confronti degli altri atleti o dell'Istituzione Internazionale e dei suoi appassionati tifosi. È stato un atto innocente, da una persona che ha un grande affetto per Tucu !!"




