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Luis Nani, la spalla di Cristiano Ronaldo deludente alla Lazio: oggi gioca in Australia

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Un talento cristallino cresciuto al fianco e nell'ombra di Cristiano Ronaldo: Luis Carlos Almeida da Cunha, in arte Nani, ha vissuto il punto più alto della sua carriera con la maglia del Manchester United sotto la guida di Sir Alex Ferguson, fino ad arrivare al trionfo agli Europei con il Portogallo, poi la breve e incolore avventura alla Lazio.

Nativo di Amadora e cresciuto nel settore giovanile del Real Sport Clube, società con sede nella città di Quelez, nel 2003 viene notato dagli osservatori dello Sporting. Qui gioca due stagioni nel massimo campionato portoghese, dove si mette in mostra per quello stile di gioco molto simile a Cristiano Ronaldo, con cui condivide anche buona parte del suo percorso professionale.

Nel 2007 raggiunge proprio CR7 al Manchester United ed è qui che vive i suoi anni di maggiore splendore: arrivano quattro Premier League, una Champions League, due Coppe di Lega, quattro Supercoppa d'Inghilterra e un Mondiale per club.

2019-01-09 2008 Nani RonaldoGetty Images

Il rapporto con Sir Alex Ferguson è però di 'amore e odio' per una personalità sicuramente sopra le righe come quella del classe '86 e nel gennaio del 2014 viene rispedito allo Sporting in prestito, dove si rilancia con prestazioni di altissimo livello. Il rapporto con i Red Devils è ormai però al capolinea e Nani sceglie di tentare l'avventura in Turchia in vista dell'Europeo 2016.

Con la maglia del Fenerbahce prepara al meglio la spedizione internazionale, che lo vede trionfare proprio accanto a Ronaldo in finale contro la Francia: una partita dalle mille emozioni con l'emblematica immagine dell'amico CR7 in lacrime che gli passa la fascia da capitano dopo l'infortunio.

Una carriera fatta di alti e bassi, spesso oscurata dall'immensa luce del 'gemello più forte'. Nell'estate del 2017 arriva la chiamata della Lazio, che scommette sul talento internazionale di un giocatore già maturo e pronto all'ennesima nuova vita.

Nella capitale Nani inizia con l'atmosfera del grande colpo: all'aeroporto i tifosi lo accolgono come una star ma un infortunio rimanda continuamente l'esordio con la maglia biancoceleste. Un esordio che arriva in occasione della sfida vinta contro il Sassuolo tra il grande entusiasmo generale.

Con il passare delle settimane però Nani non impressiona: il rendimento in allenamento, complice qualche infortunio di troppo, è sicuramente al di sotto delle aspettative e nelle rotazioni di mister Inzaghi finisce per restare sempre alle spalle di Immobile e Felipe Anderson.

Nani LazioGetty

Non basta il grande curriculum a convincere lo staff dell'Aquila e nemmeno il buon rapporto con il popolo biancoceleste: dopo un solo anno con tre goal in 25 presenze Nani saluta il calcio italiano per tornare in patria allo Sporting, dove tutto era iniziato.

"La Lazio è apparsa all’inizio della stagione e ho pensato che fosse un’opportunità per provare un altro campionato, un’altra avventura. Non avevo nulla da perdere, era un anno pre Mondiale e volevo fare in modo di essere convocato. Sfortunatamente, quando ho raggiunto la forma migliore, le scelte di Inzaghi sono state altre e ho avuto qualche difficoltà".

Il tramonto di una grande carriera parte continua negli Stati Uniti, precisamente a Orlando, dove Nani torna a brillare con una buona media goal e assist. Prima di un breve ritorno in Italia per vestire la maglia del Venezia, mentre oggi gioca in Australia col Melbourne Victory. All'età di 36 anni il bilancio è sicuramente positivo: dopo aver vinto tutto tra club e Nazionale. Nel mezzo la sfortunata parentesi alla Lazio, probabilmente il punto più basso nella vita calcistica del talento di Praia.

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