Più che un campionato, una maratona. L’edizione 2021/2022 della Serie A verrà ricordata a lungo per essere stata in grado di restituirci quel brivido dell’imprevedibile.
Ce lo eravamo quasi dimenticato, dopo i nove anni di dominio assoluto della Juventus e la vittoria senza affanni dell’Inter di Antonio Conte la scorsa stagione.
A novanta minuti dal termine del campionato, ci sono ancora tutta una serie di verdetti da stabilire e una sfilza di domande alle quali dare una risposta
Tra questi, il più importante: chi vincerà lo Scudetto? Era dal 2010 che non si arrivava all’ultimo atto per scoprire chi trascorrerà una serena estate da Campione d’Italia.
Il Milanha in mano il proprio destino, costruito faticosamente giornata dopo giornata sfruttando le proprie risorse e approfittando degli errori delle due principali avversarie: Inter e Napoli.
Ai rossoneri basta uscire con un solo punto dalla trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo per avere la certezza matematica di poter rimettere le mani sul tricolore dopo 11 anni esatti.
Un impegno tutt’altro che proibitivo per la banda di Pioli, considerando anche la totale assenza di bisogno di punti dei neroverdi già salvi da parecchie settimane.
L’Inter però non è intenzionata a mollare e si giocherà il tutto per tutto in casa contro la Sampdoria, altra avversaria che al campionato non ha nient’altro da chiedere.
L’insidia è dietro l’angolo. Spesso l’ultima giornata ha regalato sorprese. Ne sa qualcosa proprio l’Inter, che il 5 maggio del 2002 vide sfumare il sogno Scudetto all’ultima giornata perdendo all’Olimpico contro la Lazio.
Lazio nella quale militava ancheSimone Inzaghi, ora tecnico nerazzurro, che per incoraggiare i suoi è ricorso a un altro esempio che lo ha visto protagonista. Stavolta in positivo.
“Nel calcio è successo tante volte veder cambiare la classifica all’ultima partita, è accaduto anche a me personalmente di vincere uno scudetto alla fine con la Lazio (nel 1999-2000, ndr). Sarà un’ultima giornata apertissima su tutti i fronti”.
Non solo Scudetto però. In questa Serie A così particolare va ancora stabilita la terza delle retrocesse. Il campo ha condannato, e solo alla penultima giornata, Venezia e Genoa.
Ora la battaglia per un posto all’Inferno si è ridotta a sole due squadre: Salernitana e Cagliari. I sardi hanno bisogno di vincere e sperare in un passo falso dei campani, ai quali invece basterebbe anche solo una non vittoria dei rossoblù.
Apertissima persino la corsa per l’Europa. La Roma ha staccato di un solo punto l’Atalanta, ma è ancora dietro alla Lazio e rischia il sorpasso dalla Fiorentina. L’ultima giornata ci dirà chi delle quattro squadre l’anno prossimo avrà il giovedì libero.
Comunque andrà, è stato un grande campionato. Con la speranza di non dover aspettare altri due lustri per rivederne uno così avvincente.




