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Conte Marotta InterFC Inter

L'Inter riparte da Conte: "Si può vincere, ora sono un avversario della Juventus"

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E’ una giornata importantissima quella che si è vissuta in casa Inte r. La società meneghina ha infatti ufficialmente presentato Antonio Conte , che torna ad allenare in Serie A a cinque anni dalla fine della sua avventura alla guida della Juventus.

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Il tecnico salentino, reduce dall’esperienza in Inghilterra al Chelsea , oltre che quella alla guida alla Nazionale Azzurra , nel corso della conferenza stampa che si è tenuta presso la nuova sede del club ha ovviamente pronunciato le sue prime parole da allenatore nerazzurro ed ha spiegato cosa l’ha portato a scegliere proprio l’Inter.

“E’ stato semplice scegliere l’Inter. Ci siamo trovati ad avere la stessa visione e questo è stato molto importante per me quando mi sono trovato a parlare con il direttore e con il presidente. Ci siamo trovati a condividere la stessa ambizione, la stessa voglia di costruire qualcosa di importante ben sapendo che dovremo passare da un percorso che è fatto di lavoro, fatica e sudore. La presenza del direttore Marotta è stato certamente un incentivo. Lui mi conosce bene, sa quali sono i miei pregi e difetti così come io conosco i suoi. Ho scelto una società di grande tradizione, una delle più importanti al mondo, è stato semplice accettare”.

Conte ha spiegato quali sono le attuali possibilità di competere per la vittoria.

“Io sono una persona che non si pone limiti e non voglio che altri se ne pongano ad inizio stagione. Ponendomi dei limiti darei subito degli alibi a tutto l’ambiente e non voglio che questo accada. Sappiamo benissimo che negli ultimi anni si è venuto a creare un gap enorme nei confronti di due squadre, soprattutto nei confronti della Juventus, ma c’è anche il Napoli che ha dimostrato di poter competere ad alti livelli. Sappiamo che siamo chiamati a lavorare meglio degli altri per colmare questo divario, però dobbiamo partire con l’ambizione di dare tutto quello che abbiamo e alla fine vedremo che cosa accadrà”.

Marotta ha definito Conte il top player dell’Inter: il tecnico nerazzurro è chiamato a fare la differenza.

“Ringrazio il direttore, io penso che i top player li dobbiamo avere in campo. Qui c’è una buona base di partenza per costruire un qualcosa di importante. Sicuramente io dovrò dare un apporto importante, cosa che penso di avere sempre fatto in passato. So di avere una grande responsabilità e la sento addosso, una responsabilità nei confronti delle persone che mi hanno scelto, del club, dei tifosi, sono pronto a prendermele e a condividerle con chi scenderà in campo. Questo è il periodo delle chiacchiere, noi dobbiamo parlare poco e lavorare tanto. Testa bassa e pedalare dovrei essere il nostro motto, dovremo essere feroci e concentrati sul nostro obiettivo, ovvero dare stabilità. Se vogliamo fare una stagione da protagonisti bisogna avere queste caratteristiche, dobbiamo lavorare, sacrificarci, metterci in discussione e ogni domenica dovremo uscire dal campo con la maglia sudata. E’ questo ciò che pretenderò dai giocatori e so che possono farlo”.

Marotta Conte InterFC Inter

Di Conte si è spesso parlato come di un tecnico capace di garantire un surplus di oltre dieci punti a stagione.

“Io parto dal presupposto che con l’io non si può andare da nessuna parte. Non ho la presunzione di pensare di poter portare dieci punti in più alla mia squadra. Noi ragioniamo con il noi ed è per questo motivo che lavoriamo per essere un gruppo unito. Tutti insieme si ottengono i punti in più rispetto al passato. Io dovrò indicare la strada, è questo ciò che mi compete e dovrò fare in modo che tutti la seguano, anche perché per arrivare al successo non è semplice. E’ una strada fatta di sofferenza, fatica, sudore,  e i giocatori devono seguire questo se vogliono avere l’ambizione di pensare da vincenti. Chi non ha questo tipo di ambizione è giusto che si faccia in maniera onesta da parte e da questo punto di vista dovrò essere molto chiaro. Confido molto nella nostra rosa, insieme possiamo fare cose importanti, ma non sarà facile. Quando si lavora non sempre si è contenti, noi invece dovremo essere felici di sudare”.

Il nuovo tecnico nerazzurro ha svelato quale è stata la sua sensazione nel vedere da vicino la sala trofei dell’Inter.

“Questa è una bellissima avventura, sono molto emozionato. Riprendo dopo un anno di inattività con un nuovo club che ha grandi tradizioni. I trofei che ci sono qui ti fanno capire qual è l’importanza dell’Inter nel mondo e per noi devono rappresentare un incentivo in più per tornare dove si era un po’ di tempo fa”.

Alla Juventus e al Chelsea Conte è riuscito a vincere il campionato al primo colpo: il tecnico ha spiegato quali sono le possibilità di farcela anche con l’Inter.

“Io devo avere la percezione di avere anche solo l’1% di possibilità di vincere. Questo significa che al 99% puoi perdere, ma a me piace lavorare sulla’1%. C’è una squadra che da otto anni sta facendo un campionato a parte e in più c’è il Napoli. Noi dovremo essere bravi a costruire qualcosa che non richieda nemmeno troppo tempo. C’è questa situazione in Italia, non dimentichiamo che l’Inter per due anni di seguito si è qualificata alla Champions League all’ultima giornata. Nessuno ha la bacchetta magica, io posso dire lavoreremo tanto e bene, anzi dobbiamo lavorare meglio di altri se vogliamo avere la speranza di colmare il gap che c’è. Non dobbiamo avere alibi, non dobbiamo essere arrendevoli. Alla Juventus vincemmo il campionato, ma venivamo dal settimo posto e il Milan era molto più avanti di noi, con il Chelsea vincemmo dopo un decimo posto e con la Nazionale siamo usciti agli Europei contro la Germania campione del mondo dopo aver battuto la Spagna. Nulla è impossibile, ma bisognerà lavorare tanto sul mercato, in campo, sulla mentalità, quindi da ogni punto di vista. Ai tifosi dico che daremo tutto”.

Quella che trova Conte all’Inter è una situazione probabilmente diversa rispetto a quella che trovò alla Juventus.

“Secondo me non è giusto fare dei confronti con il passato, le situazioni sono sempre diverse. Da domani inizieremo a lavorare e sarà importante avere un contatto con i giocatori, avere le giuste sensazioni, trasferire ciò che devo trasferire. Partiamo da una buona base, da una squadra che per due volte è arrivata quarta in classifica e sappiamo che su questa base dobbiamo lavorare per cercare di migliorare, eliminando i problemi che ci sono stati in precedenza e aggiungendo quelle cose che possono fare al caso nostro. Fare previsioni oggi è difficile, ma non poniamoci limiti. Anche in Champions dovremo fare in massimo, ma questo vale anche per la Coppa Italia. Nulla è impossibile, conosciamo le difficoltà, ma lavoreremo con il desiderio di fare cose straordinarie. Per farlo servono ottimi giocatori, ma soprattutto uomini straordinari ed è questo che stiamo cercando”.

Il nuovo tecnico nerazzurro ha spiegato qual è l’obiettivo che si è dato.

“C’è l’obiettivo comune di costruire qualcosa di importante. Dobbiamo gettare le basi per tornare ad essere competitivi come lo era l’Inter di un bel po’ di tempo fa. Dobbiamo lavorare e poi nel caso lasciare alla fine un’eredità importante”.

Conte, quando era alla guida della Nazionale, fece nel 2014 a Coverciano una lezione tattica per i giornalisti che seguivano l’Italia, all’Inter non succederà la stessa cosa”.

“Furono due le lezioni, poi mi accorsi che c’era qualcuno che mi stava superando ho deciso di stoppare. Sono due situazioni diverse, con la Nazionale hai poco tempo a disposizione e quindi volevo coinvolgere tutti per cercare di far capire quale era la direzione che volevamo seguire. Non pensavo di trovare persone così preparate e così dovetti sospendere, mi ritrovavo le mie ricette sui giornali, ma un cuoco non svela mai le sue ricette. Qui sarà diverso”.

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L’immagine di Conte è legatissima a quella della Juventus e c’è curiosità sull’accoglienza che gli verrà riservata a Torino.

“Sicuramente sarà una partita importante perché andremo a sfidare una squadra che vince lo Scudetto da otto anni. Con la Juve giocheremo quindi due gare importanti già di base, ma lo saranno tutte perché se sei ambizioso non puoi soffermarti solo su due partite. Personalmente ci sarà certamente emozione nell’entrare allo Stadium. Conoscete benissimo la mia storia, conoscete il mio passato, ma tornerò da avversario e dopo il calcio d’inizio tutto passerà”.

In queste settimane si è parlato molto del futuro di Perisic e di cosa potrebbe dare all’Inter.

“Non credo sia giusto il paragone con l’Eto’o del Triplete, lui era un attaccante. Eto’o però entrò nell’idea di sacrificare l’io per noi, si mise a disposizione ed io cerco disponibilità da parte di tutti. Non vedo problemi, avremo tempo per conoscerci con tutti, il mercato va avanti fino a settembre, poi se qualcuno non è sulla lunghezza d’onda del noi allora amici come prima”.

Conte ha spiegato cosa si aspetta dal punto di vista del gioco.

“E’ giusto sottolineare i meriti di Spalletti. A Luciano è stato chiesto di riportare l’Inter in Champions e l’ha fatto. Mi lascia una buona base e lo ringrazio per il lavoro che ha svolto. E’ grazie a lui, ai giocatori e al club che nella prossima stagione giocheremo in Champions. L’obiettivo è quello di avere stabilità, di arrivare ad essere più regolari. Dovremo alzare l’asticella, dovremo provare ad avvicinarci a chi è davanti e a colmare il gap. Dal punto di vista del gioco proveremo a far felici i nostri tifosi trasmettendo passione e ciò che rispecchia l’Inter. Lavoreremo per dare un’identità alla squadra, dovremo avere un marchio di fabbrica che ci renda riconoscibili. Vogliamo rendere orgogliosi coloro che la domenica fanno sacrifici per venire allo stadio”.

Il tecnico nerazzurro si è soffermato sulla difesa e sulle chance che Lautaro Martinez può avere di essere un titolare.

“Per quanto riguarda il sistema di gioco tantissime volte sono partito con un’idea e poi ho dovuto cambiare. Vedendo la rosa dell’Inter risalta la difesa, è un reparto molto forte e non mi riferisco solo a Godin, Skriniar o De Vrij. Partiremo da una difesa a tre, ma non c’è un dogma. Vedremo, quello che contano sono i principi e noi dovremo essere propositivi. Lautaro è forte, l’anno scorso si è ambientato, ha fatto un’ottima Copa America e non vedo l’ora di scoprirlo. L’obiettivo di un allenatore è poi quella di migliorare i giocatori”.

Marotta ha annunciato che Icardi e Nainggolan non rientrano nei piani dell’Inter, una scelta condivisa dall’allenatore.

“Il club ha avuto tutto il tempo necessario per decidere ed io mi sento totalmente allineato alla sua volontà. Noi dobbiamo essere una cosa sola”.

Conte è reduce dall’esperienza in Premier League , ovvero da quello che è considerato il miglior campionato al mondo.

“Il campionato italiano ha ripreso a muoversi nella giusta direzione, si è capito quanto importante è investire nelle infrastrutture. In Inghilterra c’è tanto marketing, qui si sta lavorando su questo. La Premier è ambita dalle tv e questo garantisce tanti soldi, che sono poi stati mixati con competenze e qualità. Anche i tecnici stranieri li hanno aiutati a migliorare tanto, visto che lì prima non c’era disciplina tattica. Con calma anche l’Italia sta andando nella giusta direzione, dobbiamo conservare la tattica ed aumentare l’intensità”.

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