Sei punti nelle ultime sei partite, due sconfitte consecutive a San Siro (erano state 3 nelle precedenti 16 gare interne), il treno Europa League da acciuffare solo all’ultima fermata: la recente mini-crisi del Milan ha offuscato il lavoro di Montella, che in una stagione da tutti considerata di transizione era riuscito a portare i rossoneri, per larghi tratti del campionato, nelle zone alte della classifica. Una stagione che fino a marzo poteva essere considerata decisamente positiva, con la Supercoppa Italiana conquistata a Doha ad impreziosire il tutto.
Dopo questa striscia negativa di risultati però il Milan si ritrova a non poter più commettere passi falsi nella corsa all’Europa, obiettivo dichiarato di vecchia e nuova proprietà. Una vittoria nella sfida di domenica contro l’Atalanta potrebbe virtualmente blindare la qualificazione dei rossoneri e lavar via con un colpo di spugna le scorie di queste settimane.
Fondamentale in tal senso potrebbe essere il recupero di Alessio Romagnoli, che a causa di un problema al menisco ha saltato le gare contro Empoli, Crotone e Roma. Un filotto che ha visto il Diavolo conquistare solo un punto, in Calabria, incassando complessivamente 7 goal, a conferma dell’importanza per la difesa rossonera del giovane centrale romano.
GoalCon Romagnoli in campo il Milan viaggia alla media di circa un goal subito a partita (26 goal in 25 gare), un ritmo da Champions, in linea con quello di Napoli (36 reti incassate in 35 partite) e Roma (32 in 35 gare). Senza il numero 13 a guidare la difesa la media dei goal subiti dal Diavolo sale a 1.6 (16 reti incassate in 10 gare), un rendimento da zona retrocessione, peggiore addirittura di Crotone (1.54) ed Empoli (1.57), oggi in lotta per evitare la Serie B.
Goal4 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte senza il difensore di Anzio, una percentuale di vittorie del 40% decisamente più bassa del 56% registrato con Romagnoli tra i titolari. Montella conta di recuperarlo per lo scontro diretto con l’Atalanta, un rientro che può ridare stabilità a quella che fino al derby con l’Inter, ossia l’ultima gara con Alessio in campo, era la quarta miglior difesa della Serie A.


