In questo momento nel panorama calcistico mondiale non c'è una prima punta che si possa avvicinare al rendimento e allo status di Robert Lewandowski. Il polacco del Bayern Monaco è stato intervistato da 'Olé', ed è stato il momento per fare il punto su alcune tematiche attuali, e non solo.
Prima di tutto il premio The Best della FIFA, che sta per essere assegnato e che per Lewandowski possa essere l'occasione giusta di dimenticare la non-assegnazione del Pallone d'Oro.
"Se vincessi il The Best sarebbe qualcosa di spettacolare per me e un premio per tutta la squadra, perché è merito di tutto il gioco della squadra. Personalmente, so quanto ho lavorato sodo e faticato per avere l'anno che ho avuto. Chi temo? Se ho segnato molti goal e vinto tutto, se sono stato in cima alle classifiche, penso che non ci sia nessuno con cui posso confrontarmi".
Sfoggia l'autostima dei grandi campioni Lewandowski, che poi elogia però uno dei suoi rivali proprio per il The Best, ovvero Leo Messi.
"E 'un grande giocatore, uno dei più grandi nella storia del calcio. So che le aspettative intorno a lui sono enormi e quello che ha già ottenuto come calciatore è qualcosa che forse nessuno riuscirà a raggiungere. Forse dobbiamo aspettare 100 anni prima che uno come lui nasca di nuovo. Con quello che ha già fatto, è e sarà uno dei più grandi della storia".
Infine, parentesi sul passato del giovane Lewandowski, che spiega i suoi idoli da bambino.
"Ho avuto due idoli da ragazzino. Uno era Thierry Henry. L'ho seguito molto quando ha giocato per l'Arsenal in Inghilterra. E l'altro non ha giocato nella mia posizione, era Alessandro Del Piero".


