Ormai siamo ai dettagli conclusivi dell'affare che sta per portare ufficialmente Kim Min-jae al Napoli: proveniente dal Fenerbahce, il centrale difensivo sarà il terzo sudcoreano a calcare i campi della Serie A, con la speranza di riuscire a lasciare una traccia migliore rispetto a quella dei suoi due predecessori.
Effettivamente basterà poco per fare meglio di Ahn Jung-hwan, una delle tante scommesse esotiche del vulcanico e compianto patron del Perugia, Luciano Gaucci: di lui ci si ricorda soprattutto per il golden goal che eliminò l'Italia dai Mondiali del 2002, un colpo di testa che fece infuriare il presidente del club umbro e sancì il suo addio definitivo alla Serie A.
Non è andata meglio nemmeno all'ultimo sudcoreano visto a queste latitudini, ossia Lee Seung-woo, sbarcato a Barcellona a soli 13 anni con le stigmate del predestinato e con il caso del trasferimento ritenuto irregolare dalla FIFA per la violazione dell'articolo 19, relativo alla regolamentazione dell'acquisto di calciatori minorenni provenienti dall'estero.
Lee ha dunque potuto vestire la maglia blaugrana solo al compimento del 18° anno d'età, mentre un anno più tardi, nel 2017, è divenuto ufficiale il passaggio al Verona neopromosso in massima serie: una recita con più fischi che applausi per il 'Messi d'Oriente', di cui si ricorda un unico 'momento di gloria'.
E' il 5 maggio 2018 quando il Verona esce con le ossa rotte a San Siro dal match col Milan: il goal scaligero della bandiera nel 4-1 finale è proprio di Lee, tanto bello quanto inutile per le sorti dei veneti, retrocessi in B in virtù del penultimo posto.
La stagione successiva è quella dell'immediato ritorno tra i grandi per il Verona, ma non del riscatto per Lee che sigla un solo goal nella trasferta di Foggia, in cui mette a referto anche un assist.
Lampi isolati propedeutici all'addio a titolo definitivo verso il Belgio, al Sint-Truiden, con tanto di prestito successivo senza acuti in Portogallo al Portimonense. Dal dicembre 2021 Lee è rientrato in Corea del Sud, al Suwon, dove sta facendo la differenza grazie ad una tecnica superiore che, in Italia, è sempre stata depotenziata da un fisico troppo gracile per poter incidere.
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