Il giallo tamponi continua. La Lazio contro lo Zenit ha dovuto rinunciare a tre titolari, risultati positivi durante i controlli dell'UEFA e negativi per il laboratorio italiano che svolge gli esami per conto della società biancoceleste.
Lo stesso peraltro era già accaduto una settimana fa quando l'UEFA aveva obbligato la Lazio a partire per Bruges senza alcuni giocatori risultati positivi, ma poi regolarmente convocati domenica scorsa contro il Torino perché negativizzati. Tra loro anche il bomber Ciro Immobile, in un caso che secondo il direttore sportivo Tare ricorda quello dell'interista Hakimi.
"Immobile ci sarà con la Juve? Sì, pensiamo possa giocare perché il tampone fatto mezz’ora dopo quello dell’Uefa era negativo, così come quelli di Leiva e Strakosha. È un caso simile a quanto accaduto all’Inter con Hakimi".
In quel caso però Hakimi era subito tornato negativo anche al successivo controllo dell'UEFA, tanto da scendere in campo a Donetsk. Stavolta invece l'UEFA nei test di questa settimana ha confermato la positività di Immobile, fermandolo nuovamente.Tanto da fare scattare un'inchiesta da parte della FIGC per appurare eventuali violazioni al protocollo.
Intanto Massimiliano Taccone, direttore del laboratorio Futura Diagnostica di Avellino, ha difeso il suo operato e quello della Lazio.
"Abbiamo effettuato tamponi nella giornata di venerdì 30 ottobre che hanno evidenziato sette positività tra giocatori e staff. Come da protocollo i positivi sono stati isolati. Il giorno seguente c’è stato un secondo giro di test del gruppo squadra, con l’eccezione dei positivi già isolati, e sono risultati tutti negativi e dunque a disposizione per la gara di Torino. In quell’occasione abbiamo effettuato anche dei test sierologici che non hanno evidenziato anomalie nemmeno tra alcuni dei giocatori fermati dall’Uefa prima della sfida con il Brugge".
La storia si è ripetuta lunedì quando i tre positivi dell'UEFA sono risultati invece negativi ai test svolti dal laboratorio di Avellino.
"Abbiamo svolto altri tamponi su 75 persone, circa un’ora e mezzo dopo quelli effettuati dal laboratorio utilizzato dalla Uefa. Lo facciamo sempre per le gare europee. Stavolta non ci siamo trovati su tre esami: due giocatori, che per loro erano positivi da noi erano negativi, un altro, ha invece evidenziato una lievissima positività al gene N, che alcuni laboratori non cercano perché non è specifico del Covid-19. Ovviamente lo abbiamo segnalato alla Lazio e il nostro lavoro è finito lì".
Adesso la palla insomma passa alla Procura Federale, che dovrà stabilire se ci siano state irregolarità da parte della Lazio nel rispetto del protocollo.


