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Lautaro Martinez Real Madrid GFX

Lautaro Martinez e quel no al Real Madrid per amore del Racing

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Rifiutare il RealMadrid è un lusso che possono concedersi in pochi. Certo, bisogna saperla indossare, la camiseta blanca. Serve anche esperienza. A 18 anni la si porta con un peso diverso. È un attimo: un fallimento può portare dritti al dimenticatoio. Anche per questo motivo LautaroMartinez si è concesso il privilegio di dire 'no' all'offerta che, nel 2015, gli è stata recapitata direttamente dal club più vincente del mondo. Perché il salto lo si fa soltanto quando ci si sente pronti. Oppure, perché non si vuole abbandonare il club che ti ha cresciuto.

In questo caso, il club si chiama Racing de Avellaneda. Un club che in questo decennio ha regalato al calcio attaccanti che ne hanno scritto pagine di storia. Un esempio? DiegoMilito. Uno che a Milano conoscono molto bene. Forse era destino che anche un altro grande prodotto del settore giovanile biancazzurro giocasse a San Siro da protagonista. Magari uno che con il Principe ha fatto coppia, seppur soltanto per pochi minuti, prima di diventarne l'erede. Sia in biancazzurro, che in nerazzurro. Un'eredità vera e propria, sancita dalla sostituzione che il 31 ottobre 2015 ha permesso a Lautaro di esordire nel campionato argentino.

Una storia che si sta scrivendo, grazie a un rifiuto. Il Real Madrid nel 2015 aveva puntato Lautaro, lo voleva portare nella propria cantera per completare il suo percorso di crescita, poi lanciarlo in prima squadra. Al tempo aveva 18 anni, non era neanche professionista. Il Real recapitò un'offerta sostanziosa al giocatore, una proposta di prestito con diritto di riscatto al Racing. C'era una clausola fissata a 8 milioni: i Blancos non volevano investire subito quei soldi. Meglio un anno di apprendistato prima di una conferma. Incassarono il 'no' del giocatore.

lautaro real ps

Prima di andare via, aveva un debito di riconoscenza da saldare con il Racing. Ovvero il club lo ha lanciato nel calcio, che gli ha dato fiducia sin dai suoi 17 anni. Motivazioni spiegate dal presidente Victor Blanco al 'Mundo Deportivo' negli scorsi mesi.

"Senza dubbi lui rifiutò questa possibiità perché voleva vincere con il Racing prima di andar via. E restò. Aveva ben chiari in testa i suoi obiettivi. Erano decisi a portarlo a Madrid per fargli completare la sua crescita nella cantera. I soldi non erano pochi e al Racing restava anche una percentuale interessante del suo trasferimento. Però lui sapeva molto bene cosa voleva”.

La sua volontà era quella di vincere con il Racing. Un obiettivo dichiarato che non è stato centrato. Un sogno rimasto irrealizzato. Perché fino al suo addio, nel 2018, Lautaro non è riuscito a sollevare alcun trofeo. Ci riproverà probabilmente tra un bel po' di anni. Prima deve lasciare il segno in Europa. Con l'Inter ha già iniziato. E lo ha fatto anche contro chi lo aveva cercato, tentato, ammaliato. Quel Real Madrid affrontato all'andata a Valdebebas, quello che poteva essere il suo centro sportivo.

Non una sfida banale. Inter-Real Madrid sarà ancora una volta nel segno di Lautaro Martinez. Anche perché nel 2018, l'anno in cui i nerazzurri hanno portato il classe 1997 a Milano, i Merengues ci avevano riprovato. Trattativa avviata a gennaio, ma mai chiusa. L'Inter un mese dopo fa firmare quello che oggi è il suo numero 10. Madrid a bocca asciutta. In più, la beffa del goal subito tre settimane fa. Goal subito - fortunatamente per loro, inutile ai fini dell'esito - da un attaccante che praticamente aveva in mano.

Bruciante. D'altro canto, però, inevitabile. Perché Lautaro voleva che il Racing ottenesse il massimo da lui. E il Real Madrid non aveva ancora offerto quel massimo. Conscio del suo talento, era determinato a lasciare a chi gli aveva dato fiducia più di una manciata di milioni. Papà Mario, che lo ha accompagnato nei suoi inizi, ha spiegato l'amore di Lautaro per il club di Avellaneda a 'Olè'.

"È un ragazzo al quale non interessano tanto i soldi. Per questo ha rifiutato l’offerta del Real Madrid prima di firmare il suo primo contratto con il Racing. Se avesse voluto assicurarsi il futuro, avrebbe esercitato la clausola rescissoria. Il Racing ci ha aperto le porte quando lui non era nessuno a livello nazionale. Dopo averlo visto giocare per 10 minuti Fabio Radelli ha scommesso su di lui e lo ha portato al Racing per farlo firmare. Era gennaio e mi chiamò per dirmi che gli avrebbe messo a disposizione la scuola e gli alloggi del Racing”.

Al momento dell'addio, Lautaro ha lasciato al club una cifra che si aggira intorno ai 20 milioni di euro. In più, il Racing ha una percentuale sulla clausola da 111 milioni. Quella che il Barcellona guarda sognante, desideroso di portare l'attaccante argentino alla propria corte. E magari acuire ancora di più il rimpianto di chi, solo cinque anni fa, era andato a un passo dal convincerlo al grande salto. Prima di ricevere un due di picche, per amore del Racing.
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