Pubblicità
Pubblicità
Cristante Atalanta Benevento

L'Atalanta si gode super Cristante: sulle orme di Gagliardini e Kessié

Pubblicità

Difficilmente, quando ne ha la possibilità, un maestro come Gian Piero Gasperini si lascia scappare l'opportunità di sgrezzare una pepita. Di lavorarla, di migliorarla fino a trasformarla in oro puro. È accaduto nella scorsa stagione e sta accadendo nuovamente, con un destinatario preciso: Bryan Cristante.

L'ex centrocampista del Milan, prodotto delle giovanili rossonere, è il miglior marcatore dell'Atalanta sia in campionato che in stagione: 5 e 8 reti realizzate, rispettivamente. L'ultima proprio ieri sera, utile per vincere la resistenza di un Benevento che fino a un quarto d'ora dalla fine sognava di portare a casa da Bergamo il primo punto in 14 giornate.

La rasoiata con cui Cristante ha superato Brignoli dal limite va ad aggiungersi alle altre perle estratte negli ultimi, magici 5 giorni: giovedì scorso proprio lui, con la doppietta realizzata al Goodison Park, aveva aperto la strada allo storico 5-1 dell'Atalanta in casa dell'Everton.

Cristante PS

Il merito di Gasperini? Quello di aver dato fiducia a Cristante, innanzitutto. Perché Bryan le qualità le ha sempre avute, ma quasi mai è riuscito a esprimerle. Non al Milan, nonostante il primo goal in A (combinazione, proprio all'Atalanta) a 19 anni non ancora compiuti, non certo al Benfica, non a Palermo e non a Pescara.

Basta dare uno sguardo alle statistiche messe assieme da Cristante nelle scorse stagioni per capire che il rischio di perdere per strada un talento vero era molto elevato: 7 presenze in un anno e mezzo a Lisbona, 4 in mezza stagione in rosanero e 16 in altri 6 mesi trascorsi a Pescara, sfavorito dalla tribolatissima stagione vissuta dagli abruzzesi, puntualmente retrocessi.

Per questo sembrava un azzardo la scelta dell'Atalanta di puntare su di lui. Azzardo parziale, però: se Gasperini ha approvato il suo arrivo un motivo ci sarà, pensavano a Bergamo. Perché il Gasp: aveva già definitivamente tolto Roberto Gagliardini dall'infinito limbo dei prestiti in B e consentito a Franck Kessié di esplodere anche in Serie A, dopo la bella stagione di Cesena in cadetteria.

L'ex allenatore del Genoa ha avuto un'intuizione tattica, spostando Cristante qualche metro più avanti, dalla posizione di centrocampista centrale a quella di 'falso' trequartista: una sorta di Nainggolan in miniatura, presente in ogni zona del campo e sempre più convinto quando si tratta di concludere personalmente l'azione, di testa o di piede.

Gasperini, intervistato da 'Sky Sport', lo ha elogiato al termine della gara contro il Benevento: "Anche oggi ha fatto cose buonissime. Adesso arriva con maggiore qualità e pericolosità in zona goal e ha più varianti". La parolina magica, però, è un'altra: la fiducia, "che fa fare cose straordinarie".

Già, la fiducia. Quella che hanno ricevuto prima Kessié e poi Gagliardini, e di cui sta ora godendo Cristante, già issatosi fino alla Nazionale. Futuro scontato: come i due ex nerazzurri, il futuro sarà presto lontano da Bergamo, che sia alla Juventus o in un'altra big. Per riprendersi con gli interessi tutto il tempo perduto fino a oggi.

Pubblicità
0