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Real Vicenza

La storia del Real Vicenza: sfiderà Sassuolo e Fiorentina con una rosa di svincolati

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I colori sociali sono ancora il bianco e il rosso, come ai tempi belli della Lega Pro. Ma quel Real Vicenza, oggi, non esiste più. Ne esiste un altro, che ha la medesima denominazione ma una missione diversa, quasi filantropica: non più scalare classifiche, campionati, divisioni, ma consentire a chi non ha un contratto di posizionarsi sotto lo sguardo di direttori sportivi, allenatori, scout. Anche del Sassuolo. Anche della Fiorentina.

Domenica 10 luglio, il Real Vicenza ha sfidato in amichevole a Vipiteno la formazione di Alessio Dionisi. Quindi, due giorni più tardi, toccherà ai viola di Vincenzo Italiano. Solo che non scende in campo una rosa affiatata da anni di cameratismo. Anche perché una rosa, in effetti, non c'è: dal 2015 il Real, club nato appena cinque anni prima dalla fusione di tre realtà locali e capace in un batter di ciglia di issarsi sino al calcio professionistico, ha sciolto la prima squadra lasciando in vita soltanto il settore giovanile.

Negli scorsi anni il Real Vicenza ha sfidato Cagliari, Sassuolo, Verona. E lo ha sempre fatto con calciatori momentaneamente senza contratto. Una sorta di Equipe Romagna al baccalà. Quest'anno il ritiro è iniziato il 7 luglio e si concluderà il 20. Oltre a Sassuolo e Fiorentina, la squadra guidata da Davide Mancone (un passato da calciatore anche in Scozia, con gli Hearts) se la vedrà anche con SPAL e Perugia.

"Nel 2016 ho rilevato il Real Vicenza da Lino Diquigiovanni, che aveva già sciolto la prima squadra - dice in esclusiva a GOAL Davide Sannazzaro, proprietario del club e Direttore Tecnico del Cartigliano, club di Serie D - Saremmo dovuti ripartire dalla Terza Categoria, era rimasto soltanto il settore giovanile. Così ho affiancato il mio progetto di formazione e scouting rivolto anche all'estero.
È un buon modo per vedere all'opera qualche ragazzo, dargli un'opportunità. È un progetto che va avanti da anni, solo nel 2020 è stato interrotto causa Covid. L'idea è nata per dare la possibilità ai ragazzi di farsi vedere, di giocare partite importanti".

L'obiettivo del Real Vicenza contro realtà di Serie A e B, spiega Sannazzaro, è piuttosto chiaro:

"La preparazione è poca, la squadra non si conosce. Così cerchiamo di far esaltare qualche individualità. Abbiamo un gruppo di ragazzi provenienti da diversi paesi: Messico, Stati Uniti, Africa, Argentina, Uruguay, oltre ai giocatori italiani. È un mix di calciatori di diverse nazionalità. Abbiamo giocatori prevalentemente giovani (2003, 2004), gente esperta ce n'è poca. Sto aspettando che mi dica di sì un portiere italiano. C'è anche il cugino di Giovani Dos Santos, che ha giocato da professionista in Messico, oltre all'ex Chievo Ngissah Bismark".

Uno dei profili più noti transitati dai ritiri organizzati in Veneto, non col Real Vicenza ma col Tonezza Team, è il cipriota Grigoris Kastanos: fino a fine maggio ha fatto parte della rosa della Salernitana, eroe tra gli eroi di una salvezza impensabile e memorabile, ma qualche estate fa era nel Vicentino, senza una squadra, alla ricerca di un contratto e di una chance.

"Nel 2016 - racconta ancora Sannazzaro - abbiamo avuto Paolo Bastianello, che è andato a Brescia e Frosinone. C'è stato il greco Giorgios Makris, passato anche per il Pisa. O l'altro greco Katseris, poi alla Nocerina e alla Cavese".

Quanto al Real Vicenza, la storia del club assomiglia alla trama di un film. Ascesa, caduta, redenzione. Il club viene fondato nel 2010 e due anni più tardi è già in Serie D. Quindi la grande gioia del professionismo: nell'estate del 2013 arriva il ripescaggio che significa Lega Pro Seconda Divisione, l'ex C2 del panorama italiano. Quindi uno storico settimo posto che vale il mantenimento della categoria e, contemporaneamente, una... promozione: nella Lega Pro unica, l'attuale Serie C. A un passo dalla B.

Ma forse Icaro si è spinto troppo vicino al sole con le proprie ali. A Vicenza il progetto non decolla. Quel "Real" ricorda troppo l'indimenticabile creatura di Gibì Fabbri, con Paolo Rossi in campo. La fede cittadina, poco da fare, è il Lane. Anche se in panchina siedono pure Lamberto Zauli e Michele Marcolini, anche se in attacco sgomita il vecchio Sasà Bruno. Il proprietario, Lino Diquigiovanni, tenta così di trasferire il titolo sportivo a Treviso. Ma senza successo. E nel 2015 dice stop: il Real Vicenza, a livello di prima squadra, cessa di esistere.

Il resto è storia recente. Sannazzaro, già coinvolto una quindicina d'anni fa in due progetti simili come il già menzionato Tonezza Teame il Verona Stars, ha accettato la sfida di mantenere in vita il Real Vicenza. E ogni estate, quando si ritrova faccia a faccia con la vetta del calcio italiano, sono soddisfazioni. Anche se il sogno non è più andare in Serie B.

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