Era un'occasione d'oro e la Roma si è fatta trovare puntuale all'appuntamento: il 3-0 all'Udinese consente ai giallorossi di consolidare il terzo posto in classifica, alle spalle dei rivali concittadini della Lazio, a completare un quadro idilliaco con la capitale che pregusta, sogna e architetta il progetto di avere entrambe le formazioni romane al via della prossima edizione della Champions League.
Gli squilli di Bove, Pellegrini e Abraham rappresentano un investimento importantissimo per la José Mourinho che, a pochi giorni dalla sfida decisiva di Europa League contro il Feyenoord, può godersi la terza vittoria consecutiva. Una vittoria che proietta i giallorossi a più tre sul Milan quarto, ma soprattutto a più cinque sul quinto posto, attualmente occupato dall'Inter, in attesa del risultato dell'Atalanta a Firenze.
Al netto delle diverse e reiterate critiche ricevute relative alla qualità del gioco proposto dalla sua squadra, Mou ha risposto ancora una volta con il pragmatismo che lo distingue e, soprattutto, con i risultati.
Dopo il derby perso, infatti, la Roma ha cambiato letteralmente marcia, conquistando nove punti nelle tre seguenti uscite, condendo il tutto con tre clean sheet. E così, dopo 30 giornate, il tecnico lusitano gira a 56, con una media punti (1.87) - la quarta migliore negli ultimi dieci anni - inferiore soltanto a quelle totalizzate con Manchester United nella stagione 2017/18 (2.13) e con il Chelsea nella 2013/14 (2.16) e nella 2014/15 (2.29)
Stagioni nelle quali Mourinho ha sempre staccato il pass per la fase a gironi della Champions League. Scenario che a Roma si vuole replicare al più presto, per tornare a recitare sul palcoscenico europeo più importante, che sulla sponda giallorossa della capitale manca dalla stagione 2018/19.
Un obiettivo affascinante quanto difficile, perché con otto giornate ancora da giocare è logicamente troppo presto per calare la tensione. Ciò che rimane è il grande obiettivo di Mourinho che, dopo aver giocato (e vinto) la Conference League e dopo aver disputato l'Europa League, con il chiaro intento di rimontare il Feyenoord, sogna di misurarsi insieme ai suoi ragazzi sulla vetrina più importante. Quella che conosce a menadito e che l'ha consacrato al mondo come lo 'Special One'.


