Pubblicità
Pubblicità
Chris Smalling RomaGetty

La rinascita di Smalling: in declino allo United, ora pilastro della Roma

Pubblicità

Tra le grandi sorprese degli ultimi mesi in casa Roma c'è sicuramente il nome di Chris Smalling, arrivato nella capitale con la feroce critica di chi ricordava le pessime stagioni vissute al Manchester United ma rinato totalmente in maglia giallorossa. A 31 anni appena compiuti, dopo una sola stagione, il centrale inglese ha conquistato tutti.

A partire dalla dirigenza, che ha corso contro il tempo per riportarlo in Serie A dopo una complicata trattativa 'last minute' con i Red Devils. Un amore subito reciproco, a tal punto che molti tifosi vorrebbero vederlo in campo all'Olimpico con la fascia da capitano al braccio per quell'attaccamento mostrato sin dalle prime uscite e per una leadership innata ma sicuramente maturata nei grandi palcoscenici internazionali.

Al termine del prestito secco lo aveva dichiarato più volte nello spogliatoio: "Tornerò". Promessa mantenuta: perché anche lo stesso Smalling ha fatto di tutto per tornare a giocare con quella maglia che lo aveva fatto di nuovo sentire vivo calcisticamente.

Chris Smalling RomaGetty

Un'infanzia fatta di regole e disciplina per il piccolo Chris, che sin dai primissimi anni inizia a dividere le proprie giornate tra scuola e calcio con grande dedizione. Nel 2002 entra a far parte del Millwall ed è proprio qui che raggiunge uno dei grandi successi scolastici: nel 2008 supera infatti gli 'A Levels', ovvero il miglior risultato del sistema scolastico inglese.

Proprio però quando il suo futuro all'università sembra già scritto arriva la chiamata del Fulham, dove muove i primi passi nel mondo dei grandi sotto la guida di Roy Hodgson. Appena due anni dopo il grande salto è dietro l'angolo: Sir Alex Ferguson si innamora di quel centrale dotato di fisico ed esplosività nelle gambe e lo vuole nel parco difensori insieme a Vidic, Ferdinand e O'Shea.

Chris Smalling Manchester UnitedGetty

Nei nove anni di permanenza colleziona ben 323 presenze, ma dopo le prime buone apparizioni la pressione di dover prendere la pesante eredità dei grandi difensori dei Red Devils si fa sentire. Il rendimento diventa sempre più discontinuo fino ad un lento declino che lo porta ai margini della rosa, complici anche i numerosi infortuni che ne limitano il pieno recupero.

Smalling sente così che dopo tanti anni è arrivata l'ora di cambiare aria e nell'estate del 2019 accetta di volare all'estero per la prima volta. Con la Roma la scintilla scatta immediatamente: il classe '89 mette subito a tacere i tanti scettici che lo accostavano allo stereotipo del difensore inglese 'tutto fisico e poca tattica'.

Edin Dzeko Chris Smalling Sassuolo RomaGetty

Al centro della difesa giallorossa spicca per personalità, atletismo e pulizia negli interventi: dopo una sola stagione è già un elemento indispensabile per Fonseca e ha già conquistato l'intera tifoseria, che lo ha definito degno erede di 'Aldair', da cui ha ereditato la maglia numero 6.

"Ero un po’ frustrato. Sapevo che con Solskjaer i miei giorni erano contati. La finestra di mercato in Inghilterra era chiusa. Mi hanno lasciato in una situazione di mer*a. Se l’avessi saputo a inizio estate avrei fatto dei piani, ma era rimasto un giorno alla conclusione del mercato. Mia moglie aveva appena avuto un figlio, sono successe molte cose all’ultimo minuto", le sue parole al 'The Telegraph' dopo il definitivo ritorno alla Roma.

Un adattamento avvenuto in tempi rapidissimi: dopo i quasi dieci anni al Manchester United Smalling riparte dalla Roma, superati i 31 anni e con una maturità calcistica ai massimi livelli.

"Sono felice di essere tornato. Ho lottato duramente per essere qui e finalmente siamo di nuovo insieme".

Pubblicità
0