Una notte decisiva. Una notte per tornare protagonista e per spingere l'Argentina verso l'ultimo atto della Coppa del Mondo. E' il monito di Angel Di Maria. Proprio lui, 'El Fideo', forte candidato ad una maglia da titolare nella semifinale mondiale che vedrà l'Albiceleste opposta alla Croazia.
Il commissario tecnico Lionel Scaloni sembra sempre più orientato verso l'impiego dal primo minuto del calciatore di proprietà della Juventus. Un attestato di stima e fiducia di grandissimo spessore, alla luce di un periodo recente tutt'altro che luminoso per l'ex PSG.
Fino a questo punto del torneo, infatti, chi si aspettava un Di Maria protagonista assoluto sulla scena qatariota è rimasto decisamente deluso. Dopo il deludente debutto contro l'Arabia Saudita, nel corso della fase a gironi il numero 11 è sceso in campo con i gradi da titolare anche contro Messico e Polonia.
Un paio di uscite incolori, parzialmente riscattate dall'assist per la rete di Messi contro i messicani, a cui poi ha fatto seguito l'ennesimo intoppo di natura muscolare che l'ha estromesso dagli ottavi contro l'Australia.
Match che 'El Fideo' ha seguito rigorosamente dalla panchina, così come è successo ai quarti con l'Olanda quando il suo ingresso sul terreno di gioco è maturato soltanto negli scampoli finali dei tempi supplementari.
Decisamente troppo poco per uno che ai nastri di partenza del torneo si presentava con l'etichetta di una stelle più attese. E invece del vero Di Maria, ad oggi, si è visto poco o nulla.
GettyEsattamente quello che di lui hanno ammirato i tifosi della Juventus in questi primi sei mesi di esperienza in bianconero. Sbarcato all'ombra della Mole a parametro zero in estate, Di Maria ha firmato un contratto di durata annuale, la cui scadenza è fissata a giugno 2023.
Il suo impatto con il mondo zebrato è stato semplicemente folgorante: pronti, via e subito goal e assist contro il Sassuolo alla prima in Serie A. Chi ben comincia è a metà dell'opera? E invece no. Perché da quel momento è stato buio totale.
Di Maria, sin qui, è stata la grande delusione dell'estate bianconera: sette presenze in A, di cui solo tre da titolare. Sei partite saltate per infortunio e due per squalifica, conseguente della folle espulsione rimediata contro il Monza.
Pochi lampi anche in Champions League dove, eccetto la serata di gloria con i tre assist contro il Maccabi, Di Maria ha saltato entrambe le sfide con il 'suo' PSG, sempre a causa delle solite problematiche di natura muscolare che l'hanno tormentato in questo avvio di stagione.
Per questo motivo, la potenziale titolarità contro la Croazia ha tutti i crismi dell'occasione da non fallire. In primis per spingere l'Argentina verso l'appuntamento più importante della sua storia recente, ma allo stesso tempo rilanciare le proprie quotazioni, evidentemente in ribasso dopo sei mesi conditi da più ombre che luci.
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