La vittoria nel posticipo casalingo contro la Roma certifica il buon momento di salute della Juventus che, all'Allianz Stadium, ha inanellato il quarto successo consecutivo del suo campionato.
Risultato che le permette di portarsi ad una sola lunghezza dal quarto posto occupato proprio dalla formazione capitolina .
La Juve vince, di misura, e dà un altro 'colpetto' alla propria classifica come aveva auspicato Allegri alla vigilia. Della serie, detto e prontamente fatto.
I bianconeri dopo oltre 20 partite - tra campionato e coppe - nelle quali hanno sempre subito almeno un goal, tornano a blindare il fortino evidenziando tratti specifici di quella solidità smarrita spesso e volentieri nel corso dell'ultimo biennio.
Contro i giallorossi, invece, la truppa zebrata ha mantenuto inviolata la porta per la terza volta consecutiva, grazie anche al rigore parato da Szczesny dal forte sapore di riscatto se raffrontato ai gravi errori del portiere polacco che hanno viziato il tribolato inizio di stagione della Vecchia Signora.
Dopo i successi di misura - e con brividi annessi contro Spezia e Sampdoria - la Juve ha ribadito il trend della massima resa con il minimo sforzo ma questa volta la saracinesca è stata prepotentemente abbassata.
Prima l'1-0 contro il Chelsea nella notte di Champions con Lukaku anestetizzato da una fase difensiva che suona riduttivo definire d'acciaio, poi è arrivato lo 0-1 nel Derby della Mole targato Locatelli dove Szczesny, di fatto, ha agito da spettatore non pagante.
Ed infine, dopo la sosta, ecco servito il tris: 1-0 anche alla Roma, rimasta a secco di goal per la prima volta da quando Josè Mourinho siede sulla panchina capitolina.
1-0, 1-0 e ancora 1-0. Il marchio di fabbrica della Juve allegriana. Le classiche vittorie di 'corto muso' tanto care al tecnico toscano: solidità difensiva a prova di bomba e poi via a colpire alla prima occasione utile. La ricetta perfetta, insomma.
In attesa dei pieni recuperi dei vari Dybala, de Ligt e Morata - rientrato ieri per uno spezzone - per ora può andare bene così e i 14 punti in campionato, pur non garantendo i vertici della graduatoria, rappresentano una vitale boccata di ossigeno per il club sabaudo.
Allegri ha messo a punto la prima parte del lavoro, ossia quella di ricomporre i cocci di un gruppo squadra che presentava troppe crepe, ma ora arriva la parte più difficile: trovare la giusta continuità per spingere la Juve verso un'ulteriore risalita.




