Dopo aver incassato la seconda sconfitta consecutiva in campionato, la Juventus entra nella settimana che traccerà il suo destino europeo con il ritorno dei quarti di finale di Europa League in programma giovedì allo Stadio José Alvalade di Lisbona contro lo Sporting.
Con due giorni ancora a disposizione per ultimare le scelte di formazione, Di Maria e Milik sono i candidati forti a vestire una maglia da titolare all'interno del 3-5-2 con il quale i bianconeri proveranno a difendere l'1-0 dell'andata maturato allo Stadium.
Chi, a questo punto, rischia di doversi accomodare in panchina è Dusan Vlahovic. L'attaccante serbo sta vivendo il momento più difficile da quando è approdato in Italia se si considera il suo rendimento tra Firenze e Torino.
Quella del serbo è una crisi evidentemente certificata dai numeri: il classe 2000, infatti, non segna in Serie A da ben 9 partite. Per scovare l'ultima gara da protagonista dell'ex viola bisogna riavvolgere il nastro allo scorso 7 febbraio, giorno della sua doppietta contro la Salernitana all'Arechi.
Da quel momento, il buio. Totale. Nelle successive nove uscite Vlahovic è stato schierato otto volte titolare senza mai riuscire a trovare la via della rete. Un qualcosa di paradossale per uno come lui che, specialmente a Firenze, con la porta avversaria aveva instaurato un rapporto di grande complicità.
E invece la sua prima stagione 'full time' in bianconero si sta rivelando più intricata del previsto, con l'altalenante annata zebrata che per forza di cose si riflette sulle performances del calciatore prelevato a suon di milioni nel gennaio del 2022.
In ambito europeo la situazione non è di certo migliore, anche se l'Europa League rappresenta la competizione nella quale si sono registrati i suoi ultimi squilli: il 16 febbraio ha sbloccato il match allo Stadium contro il Nantes, mentre esattamente un mese dopo - il 16 marzo - ha segnato su rigore contro il Friburgo. Nient'altro che il suo ultimo centro.
Troppo poco per uno come lui, ingaggiato da Madama per alzare prepotentemente la media realizzativa di un parco attaccanti che dopo l'addio di Cristiano Ronaldo nell'estate del 2021 si è assestata su standard decisamente più bassi.
Dusan era (ed è) il prescelto. L'uomo chiamato a trascinare la Vecchia Signora a suon di goal. E' stato preso per questo, ma il riscontro del campo ha offerto sin qui risultati troppo altalenanti.
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