A pochi giorni dalla decisiva sfida europea contro il Benfica si apre ufficialmente la crisi dell'Inter. I nerazzurri, infatti, non riescono a vincere neppure sul campo della Salernitana e ora rischiano davvero di scivolare fuori dalla zona Champions.
I risultati, d'altronde, non mentono: l'Inter non vince ormai da sei partite di fila tra campionato e coppe (Spezia, Porto, due volte la Juventus, Fiorentina e Salernitana appunto). Una striscia negativa che in casa nerazzurra non si registrava dal 2018 quando le partite consecutive senza vittoria furono addirittura dieci.
Il dato più preoccupante per Simone Inzaghi riguarda sicuramente l'attacco, dove nessuno dei quattro giocatori a disposizione del tecnico riesce più a trovare con regolarità la via della rete.
Lautaro Martinez, che pure resta ancora oggi il miglior realizzatore della squadra, non segna ormai da quattro giornate di campionato ed è rimasto a secco anche in Champions League e Coppa Italia. Peggio ha fatto Lukaku, che non segna su azione in Serie A addirittura dalla prima giornata contro il Lecce.
Edin Dzeko, a lungo titolare proprio a causa dei tanti problemi fisici accusati in questa stagione dal belga, non trova la via della rete dal 4 gennaio quando un suo goal condannò il Napoli. Correa, schierato dal 1' a Salerno nel tentativo di rilanciarlo, invece non segna da ottobre.
Ecco spiegate, quindi, le profonde difficoltà realizzative dell'Inter che anche contro la Salernitana ha prodotto tantissimo (25 i tiri della squadra nerazzurra) ma ha segnato solo un goal, peraltro con un esterno. Il tutto, è giusto ricordarlo, anche a causa di alcuni interventi miracolosi del portiere avversario Ochoa.
Il digiuno degli attaccanti, ovviamente, non può che preoccupare Inzaghi soprattutto in vista del doppio incrocio col Benfica che, a questo punto, dirà molto se non tutto sulla stagione dell'Inter e probabilmente anche sul futuro del tecnico.
"La sfortuna influisce. Siamo tutti stati nel calcio e sappiamo che esistono questi momenti. E' un momento così. Lo sta attraversando non solo Lukaku ma tutti i nostri attaccanti. Dobbiamo lavorare di più e meglio, portando i risultati e la sorte dalla nostra parte"
Il tempo, però, adesso stringe.




