Un acquisto a due mesi dal termine del campionato. Non si tratta di un giocatore svincolato, considerando come dopo la sessione invernale anche la finestra per i free-agent si sia già esaurita. Il Frosinone è comunque riuscito ad ingaggiare Kalifa Kujabi, 21enne che attendeva da mesi di poter firmare con il club ciociaro, capolista della Serie B e lanciatissimo verso il ritorno in A.
L'acquisto di Kujabi è stato possibile fuori dalle finestre di calciomercato perché il processo burocratico per l'ingaggio era iniziato da mesi e riguardava la necessità di ottenere la nazionalità italiana: il classe 2000 era in standby e diventato cittadino dell'Italia il 29 marzo ha potuto firmare il contratto tanto desiderato con il Frosinone.
Sposato con una ragazza sarda, Kujabi era arrivato in Italia dopo essere passato dai tristemente noti centri di detenzione in Libia, in cui centinaia di rifugiati e migranti sono sottoposti a torture e violenze. Un ultimo passo verso il Mediterraneo che molti si rivela essere un'inferno.
"Sono arrivato dalla Libia nel 2017 con una vecchia barca di legno insieme ad altre 600 persone a Pozzallo e poi a Scicli" aveva raccontato Kujabi nel 2018, dopo essere arrivato al Muravera, nel campionato Eccellezza Sardegna.
"In Libia sono stato 8 mesi. Di quel Paese ho un ricordo tremendo perché le condizioni di vita sono disumane. "Dentro il centro dove vivevo, c'era anche una prigione dove ho visto morire di fame e di stenti 10 persone".
"Chi si ribella ai libici non è più una persona, viene distrutto per le condizioni di vita durissime. Ho sofferto tanto ma sono stato fortunato, non mi è successo niente. Ora spero di potere impegnarmi nel calcio per aiutare la mia famiglia soprattutto mia madre che è in Senegal e mio fratello che è in Gambia".
Il problema, per Kalifa, che un errore nella trascrizione del suo nome lo ha portato ad intraprendere una lunga trafila burocratica: doveva essere un giocatore del Frosinone dalla scorsa estate, ma una 'H' in più nel proprio nome ha portato ad entrare nel meccanismo contorto della burocrazia.
La Prefettura di Cagliari, competente per la sua residenza, aveva chiesto chiarimenti perchè in alcuni documenti il suo nome risultava con la H. Alla fine quelli provenienti dalla Gambia hanno portato alla sicurezza di un nome con la K.
Via all'inter burocratico, ma tutto ancora fermo perchè il paese natale di Kujabi non ha aderito ad una convenzione internazionale, portando l'agente Parisi a puntare sul Senegal: documentazione dunque inviata alla Prefettura, che attendeva solamente la firma del Ministero degli Interni per la ratifica. Peccato che con le elezioni la pratica sia rimasta in sospeso, fino a marzo.
Il Frosinone ha preso la questione al cuore, aspettando Kujabi, che in carriera ha militato anche nella Torres, squadra di Serie D da cui Angelozzi, ds dei ciociari, ha 'provato' ad acquistare. Una vita legata alla Sicilia prima e alla Sardegna poi.
Ed è proprio la concorrenza del Cagliari, come di Empoli e Torino, che il club laziale è riuscito a superare nel 2022. Senza però tesserarlo.
Centrocampista di grande fisicità, mediano che ha avuto modo di scappare e trovare un futuro migliore, si è allenato per nove mesi in attesa che la burocazia facesse il suo lento corso, portandolo alla firma con il Frosinone. Contratto fino al 2024 per Kujabi, che ora attende la sua prima presenza. Magari già nel prossimo turno di campionato contro il Frosinone.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)



