La morte di Christian Atsu, il cui corpo è stato ritrovato tra le macerie del terremoto che ha colpito la citta di Hatay dove giocava, ha gettato un velo di tristezza sul mondo del calcio e, in particolare, su chi lo conosceva bene.
Questo è il caso di Mohammed Kudus, ghanese e dunque connazionale di Atsu che, nel secondo tempo di Ajax-Sparta Rotterdam, ha festeggiato il goal del definitivo 4-0 in favore dei 'Lancieri' dedicandolo ovviamente allo sfortunato esterno.
"R.i.p. Atsu".
Una dedica avvenuta attraverso una maglia mostrata alle telecamere, alzata al di sopra del collo: pratica che, in un contesto normale, avrebbe fatto scattare l'ammonizione automatica.
Ma di normale, in tutto ciò, non c'è proprio nulla: l'arbitro dell'incontro, il signor Pol van Boekel, ha mostrato tutto il buon senso di questo mondo, evitando di estrarre il cartellino come da regolamento.
Van Boekel, d'altronde, può vantare un passato da calciatore che lo ha aiutato ad immedesimarsi in Kudus: perché, a volte, non seguire le regole può rivelarsi la scelta giusta da adottare.
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