Tra i principali talenti africani del nostro campionato c'è sicuramente Christian Kouamé, attaccante classe '97 alle prese con la riabilitazione dopo la rottura del crociato e un fresco trasferimento alla Fiorentina dove non ha ancora fatto il suo esordio.
Esploso con la maglia del Genoa in Serie A, l'attaccante ivoriano è stato per mesi anche sulla lista dell'Inter, che pensava di riportarlo alla base dopo la breve avventura nelle giovanili nerazzurre nella prima metà del 2016.
Sei mesi che non bastarono all'allora giovanissimo talento africano per imporsi nelle gerarchie della prima squadra, guidata a quel tempo in panchina da Roberto Mancini. Era l'Inter degli argentini Icardi e Palacio, ma anche degli 'incompiuti' Jovetic e Biabiany, con l'altra giovane incognita Longo.
In quella finestra di mercato invernale Kouamé arrivò in prestito dal Prato e fu subito spedito nelle giovanili nerazzurre, dove non riuscì però a convincere lo staff per una definitiva promozione in prima squadra. Nel frattempo arrivava a Milano quell'Eder che lo stesso Mancini aveva espressamente chiesto alla dirigenza: la mossa chiuse definitivamente le porte al giovane ivoriano, che fu poi 'rispedito' al mittente sei mesi dopo.
Fu proprio nell'estate del 2016 che lo 'sliding door' di mercato segnò la carriera di Kouamé, che in cuor proprio sognava un definitivo acquisto da parte dell'Inter, come svelato di recente ai microfoni di 'Sky Sport' senza però troppi rimpianti:
"Non era il momento. Prima di andare a Cittadella aspettavo la chiamata dell'Inter. Non è andata così però. Ho saputo che i nerazzurri mi rivolevano all'ultimo ma a quel punto il Prato aveva dato la parola al Cittadella".
In quei sei mesi nerazzurri il 18enne Kouamé mostrò le proprie qualità tecniche e atletiche, collezionando 19 presenze totali, risultando tra i principali protagonisti della vittoria in Coppa Italia e firmando anche due reti nel torneo di Viareggio. In quella squadra cresceva accanto a lui un giovanissimo Pinamonti, con cui avrebbe condiviso parte del cammino con il successivo trasferimento al Genoa.
Non abbastanza però per l'immediato riscatto dal Prato: l'Inter mostrò interesse nei confronti del giocatore ivoriano soltanto quando l'accordo con il Cittadella era già stato formalizzato, allungandogli di qualche anno la risalita verso i grandi palcoscenici.
Cresciuto con il mito del connazionale Drogba (vestiva la maglia numero 11 al Genoa in suo onore) e sognando di ripercorrere le gesta di Eto'o, che ebbe modo di incontrare proprio durante la sua breve esperienza nerazzurra: il ragazzo di Abidjan è pronto ora al grande salto. Il rimpianto Inter è ormai alle spalle: il futuro per Kouamé è a tinte viola.


