
Terzino sinistro di professione, ma all’occorrenza anche centrocampista esterno o difensore centrale. Quella di Aleksandar Kolarov è stata una carriera fatta di tante tappe, diversi trionfi, molte prodezze con quel sinistro che non può non essere considerato tra i migliori al mondo e anche più di seicento battaglie in campo.
Ha sempre infatti abbinato a qualità tecniche fuori dal comune per un difensore, ad un carattere estremamente forte che l’ha portato ad essere un leader dentro e fuori dal campo in tutte le squadre nelle quali ha giocato.
Che si sia trattato del Cukaricki Stankom, o dell’OFK Belgrado, o ancora della Lazio, del Manchester City o della Roma , nessuno degli allenatori che ha avuto, ha mai rinunciato con facilità alla possibilità di poter contare su un giocatore che, nonostante la posizione in campo, poteva determinare la partita in qualunque momento - magari scaricando nella rete avversaria un pallone ad oltre 120 km/h - ma che poteva anche garantire massicce dosi di personalità.
Quel carattere che ha volte l’ha portato anche a non rendere idilliaco il rapporto con i propri tifosi, è sempre stato un tratto distintivo. Chiedere per conferma dalla parti di Roma, sponda giallorossa. Quello con il popolo romanista è sempre stato un rapporto fatto di alti e bassi che è scivolato via anche tra rotture più o meno ricomposte, ma la cosa non gli ha mai impedito di dare tutto in campo.
Proprio come successo nel settembre 2018 quando in una sfida contro quella Lazio che anni prima l’aveva portato in Italia, consentendo di affacciarsi per la prima volta sul palcoscenico del grande calcio, non solo ha marcato la rete che ha fatto di lui il secondo giocatore a riuscire a segnare sia con la maglia biancoceleste che con quella giallorossa in un Derby della Capitale, ma l’ha fatto giocando con una frattura ad un piede.
GettyA svelarlo, dopo il triplice fischio finale, fu Daniele De Rossi .
“Lui ha preso un sacco di insulti nell’ultima partita contro il Frosinone. E’ stato messo in discussione, ma oggi ha giocato con un piede fratturato”.
Lui, che in passato disse che mai avrebbe indossato la maglia della Roma , con i derby ha tra l’altro avuto un rapporto sempre particolare. Ne ha giocati anche a Belgrado, a Manchester e recentemente a Milano e proprio in uno che lo vide protagonista con la maglia del Manchester City , dimostrò che la sua è stata una carriera fatta di molto più che di tante prodezze balistiche con quel sinistro così simile a quello del suo idolo Sinisa Mihajlovic.
È il 10 settembre 2016 e tutto il mondo Premier è in fermento. All’Old Trafford infatti sta per andare in scena United-City e a rendere l’atmosfera ancor più incandescente c’è un particolare non da poco: la sfida nella sfida tra José Mourinho e Pep Guardiola.
I due sono da tempo protagonisti di una rivalità che spesso li ha portati anche ad andare ben oltre a ciò che si dovrebbe vedere o sentire tanto dentro quando fuori un rettangolo di gioco, ed ora sono chiamati a cercare nuovi successi ‘dividendosi’ la stessa città.
La gara è tesa, il City inizia a mostrare qualcosa del calcio voluto dal suo allenatore, ma più che le giocate sono i contrasti a farla da padrone. I Citizens passano dopo appena 15’ grazie a De Bruyne (che tra l’altro in qualche modo dedica il suo goal a quel Mourinho che poco aveva creduto in lui ai tempi del Chelsea), poi al 36’ è Iheanacho a trovare il raddoppio. Ibrahimovic riuscirà ad accorciare al 42’, ma i Red Devils, nonostante l’arrembaggio finale, non riusciranno a pareggiare. Il primo round della nuova ‘faida’ Mourinho-Guardiola va allo spagnolo.
Quella di Kolarov è una partita fatta di tanta lotta, di contrasti anche al limite e di un piccolo ‘sacrificio’. Il difensore serbo infatti, al termine della gara tornerà a casa con tre punti in più in cascina, ma con un dente in meno .
È proprio Guardiola a svelarlo dopo il triplice fischio finale.
“Non so nemmeno come è successo, ma a Kolarov manca un dente”.
L’arbitro Mark Clatteburg non si è accorto di nulla, come del resto la maggior parte degli uomini in campo. Rivedendo le immagini, in molti individueranno in uno scontro di gioco con Fellaini negli istanti finali del match, il momento nel quale il dente è saltato via. Secondo alcuni si tratta di una gomitata, secondo altri Kolarov si è fatto male nel ricadere sulla scarpa dell’avversario. Quello che è certo è che i due 'si sono presi' diverse volte nel corso dei 95’.
Negli spogliatoi, la foto che ha immortalato il difensore con i segni della battaglia addosso, che in brevissimo tempo ha fatto il giro del mondo. A postarla sul proprio profilo Instagram è Willy Caballero , il secondo portiere del City.
“Partita incredibile, vittoria per 2-1 contro lo United! In questa foto uno dei miei guerrieri. Riuscite a trovare l’unica cosa che ha perso oggi?”.
Il Manchester City , attraverso il proprio profilo Twitter, commenterà l’accaduto con una battuta.
“Lunedì dal dentista, Aleks?” .
Il sorriso di Kolarov in quella foto dice molto. Nell'estate del 2022 ha annunciato il ritiro dal calcio giocato, annunciando il suo nuovo percorso professionale.
"Comunico oggi il mio addio al calcio giocato.Ho sempre saputo che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato e, nonostante ciò, sono grato di essere riuscito a realizzare quello che è stato il mio sogno da sempre".
Ha deciso di iscriversi ai corsi di abilitazione prima da osservatore, poi da direttore sportivo: da gestire come un calcio di punizione, da battere oltre la barriera.
