Migliore in campo: Caoimhin Kelleher. Una formula di parole che a Liverpool hanno già associato a livello giovanile o quando si tratta di seconda squadra. Oppure in Irlanda, il paese del classe 1998, che ha vestito la maglia Green a livello Under. Difficilmente qualcuno avrebbe previsto di pronunciare quella formula dopo una partita di Champions League contro l’Ajax. E invece.
Nella serata di Anfield, Kelleher ha fatto il suo esordio nella massima competizione europea. Il suo quinto gettone con la prima squadra, dopo aver giocato nelle coppe nazionali inglesi lo scorso anno. Quello più sorprendente, perché la qualificazione agli ottavi di finale al fischio d’inizio della partita di ieri sera era tutt’altro che acquisita. E ha sfoderato una prestazione di altissimo livello. Da migliore in campo.
Con Alisson fuori dai giochi per un problema muscolare, Klopp si è trovato a scegliere: Adrian o Kelleher? La decisione ha favorito l’irlandese, a sorpresa. Lo spagnolo ex West Ham, normalmente secondo nelle gerarchie, si è seduto in panchina e ha recitato il ruolo del ‘terzo’ per una notte.
“È stata una scelta facile, perché si meritava la sua chance. È stato difficile lasciare fuori Adrian, perché ha fatto bene, ma stasera serviva Caoimhin. Abbiamo preso la decisione, non sapevamo come avrebbe reagito. Sono stato molto felice di vedere la sua calma e quanto è stato bravo. La sua prestazione? Top, top, top”.
Tutt’altro che scontato. Perché Kelleher sì, a livello giovanile nel Liverpool ha impressionato, ma in prima squadra era considerato soltanto il terzo portiere, la quota ‘academy graduated’. Anche se in questo 2020 è entrato in pianta stabile nel giro della nazionale irlandese.
In più, soltanto sabato scorso aveva vissuto una partita tra le più difficili della sua carriera: sette goal subiti dal Manchester City allenato da Enzo Maresca. Una notte europea gliel’ha fatto dimenticare. E ora sogna anche l’esordio in Premier League sabato contro il Wolverhampton. Una settimana che può cambiare la sua carriera.




