La stagione della Juventus si è virtualmente chiusa giovedì sera a Siviglia dove i bianconeri, dopo il goal dell'illusione firmato da Vlahovic, sono affondati sotto i colpi degli ex Serie A Suso e Lamela salutando definitivamente l'Europa League.
In attesa delle ultime tre giornate di campionato e, soprattutto, delle decisioni della giustizia sportiva la cosa certa è che per il secondo anno consecutivo l'annata della Juventus si chiuderà con 'zero tituli' per dirla come uno che invece la finale se l'è conquistata ancora una volta.
Fuori ai gironi di Champions, mai in corsa per lo Scudetto, le coppe erano rimaste l'ultimo appiglio per salvare una stagione sicuramente strana ma ora anche difficile da definire con un aggettivo diverso rispetto a quello più temuto da ogni società: fallimentare.
Nonostante questo, come ribadito anche poco prima della partita di Siviglia da Francesco Calvo, la Juventus non intende voltare pagina. Almeno in panchina. Avanti con Allegri, insomma: un po' per convinzione, un po' per necessità. Il tecnico livornese infatti è legato ai bianconeri ancora per due anni con un ingaggio da circa 9 milioni netti a stagione. L'esonero sarebbe un bagno di sangue per casse che già piangono e potrebbero ulteriormente svuotarsi senza gli introiti della prossima Champions League.
Tornando alle cose di campo, adesso resta da capire il futuro di tanti giocatori in scadenza a partire da Angel Di Maria. Il Fideo nelle scorse settimane non ha escluso il rinnovo ma a Siviglia è arrivata l'ennesima abulica prova di questo finale di stagione. L'argentino, chiamato a trascinare i compagni più giovani proprio in notti come questa dall'alto della sua esperienza, è stato invece tra i peggiori in campo costringendo di fatto Allegri a toglierlo dal campo dopo un'ora di gioco.
Clamoroso, in particolare, l'errore a due passi dalla porta quando invece di servire Kean tutto solo a centro area, Di Maria ha cercato un improbabile pallonetto mandando la conclusione sopra la traversa e sciupando la grande occasione del possibile 1-0. Male, malissimo.
Non meglio ha fatto Federico Chiesa, anzi. Subentrato proprio al posto del Fideo, il numero 7 bianconero ha sbagliato di fatto tutto ciò che poteva sbagliare: palla persa sul momentaneo pareggio del Siviglia, poi due goal falliti. Prima per il possibile 2-1 bianconero, poi ai supplementari quello del 2-2 che avrebbe trascinato la sfida ai calci di rigore.
E se nella notte che vale una stagione a tradirti sono proprio i migliori sotto il profilo tecnico ecco che la montagna, già alta, diventa un Everest impossibile da scalare per chiunque.
Ora, mentre altrove festeggiano o preparano le finali, a Torino invece è già tempo di bilanci. Per tutti. Dirigenza, staff tecnico, giocatori: nessuno, ad oggi, può dirsi al sicuro come spiegato senza troppi giri di parole giovedì sera da Szczesny, quasi sempre tra i più lucidi in campo e fuori.
"Rimane sempre una stagione senza trofei, giocando alla Juve si compete per vincere i trofei, non tanto per partecipare. Ci sono state tutte le difficoltà che abbiamo affrontato, c’è stata la crescita di tanti ragazzi, ma quest’anno rimane per sempre una stagione senza trofei: non benissimo”.




