Come una finale: Juventus-Milan rischia di essere davvero gara da dentro o fuori, main-event del mini-torneo che rappresenta senza ombra di dubbio il principale motivo d’interesse del film di questo campionato, dopo il netto, meritatissimo trionfo dell’Inter, maturato però senza grande pathos. La corsa Champions vivrà domenica sera uno snodo cruciale, probabilmente decisivo, allo Juventus Stadium, con la sfida tra le due squadre che più di tutte hanno cercato di candidarsi al ruolo di antagoniste dei nerazzurri per lo Scudetto ritrovandosi però a quattro giornate dalla fine quasi con l’acqua alla gola, costrette a giocarsi la qualificazione alla massima competizione europea senza possibilità di ulteriori passi falsi.
Vietato sbagliare, in un big match in cui saranno i dettagli a fare la differenza. Per questo Stefano Pioli non ha ancora sciolto le riserve su chi saranno i due difensori chiamati a formare la coppia centrale a protezione dell’intoccabile Gigio Donnarumma, che sarà regolarmente al suo posto tra i pali nonostante le presunte pressioni dei tifosi rossoneri. Tre uomini per due maglie, ogni scenario ancora possibile: Simon Kjaer, Fikayo Tomori e Alessio Romagnoli, interpreti del ruolo con caratteristiche molto diverse tra loro, ma che godono in egual misura della stima del tecnico emiliano.
ESPERIENZA E LEADERSHIP
GettyDifficilmente Pioli si priverà di colui che il leader, il punto di riferimento del reparto difensivo ma anche uno degli uomini più carismatici dello spogliatoio: sin da quando ha messo piede a Milanello Simon Kjaer è stato immediatamente riconosciuto dal ‘branco’ come una guida per il gruppo, grazie alla sua esperienza e alle sue doti umane ancor prima che calcistiche.
Praticamente sempre titolare quando disponibile, tranne qualche inevitabile turno di riposo e i due stop per infortunio, il danese è candidato a scendere in campo dal primo minuto anche contro la Juventus. Impeccabile per larghi tratti della stagione, non è sembrato esente da colpe nelle ultime due sconfitte dei rossoneri e ha assistito dalla panchina alla vittoria del Milan contro il Benevento, anche a causa di un leggero stato influenzale. Salvo sorprese però Kjaer sarà regolarmente al suo posto sul centrodestra, nel cuore della difesa rossonera, per la partita più importante dell’anno.
L’UNICITÀ DELL’INGLESE
GettyL’arrivo a gennaio di Tomori ha sparigliato le carte, mettendo in discussione quella che era stata l’inamovibile coppia centrale del Milan di Pioli, formata da Kjaer e Romagnoli. Delle sue 18 presenze in rossonero, 16 sono arrivate da titolare e in particolar modo negli ultimi due mesi il difensore approdato in Italia in prestito dal Chelsea ha sempre giocato dal primo minuto, principalmente al fianco di Kjaer (in coppia con il danese 1.6 goal subiti di media a partita in campionato).
Costantemente tra i migliori in campo nelle prime uscite, l’inglese si è subito fatto apprezzare per la sua velocità, la sua esuberanza fisica e la sua aggressività, caratteristiche che lo rendono unico e perfettamente complementare ai suoi compagni di reparto.
Fikayo ha accusato però un evidente calo di rendimento nelle ultime settimane, con il picco più basso toccato con la disastrosa prestazione contro la Lazio. Segnali di ripresa si sono visti però contro il Benevento, quando al fianco di Tomori è tornato Romagnoli, con il quale ha inanellato la quarta vittoria in altrettante partite giocate insieme dal primo minuto in campionato: nelle gare del girone di ritorno contro Bologna, Crotone, Verona e Benevento il Milan ha subito soltanto un goal, dato importante ma che ovviamente si riferisce ad un numero di partite troppo ridotto per trarre conclusioni.
IL RISCATTO DEL CAPITANO
GettyBen più significativa è invece la concomitanza tra il rientro dal primo minuto di Alessio Romagnoli e la ritrovata impermeabilità della porta rossonera. Contro il Benevento il Milan è tornato a mantenere la porta imbattuta dopo 9 partite consecutive, tra campionato ed Europa League, in cui aveva sempre subito almeno un goal: un filotto negativo che coincide esattamente col periodo di assenza del capitano, rimasto fuori prima per un problema al polpaccio e successivamente per scelta tecnica.
Il suo status di titolarissimo è in discussione sin dalla pesante esclusione, proprio in favore di Tomori, in occasione della sfida contro la Roma di fine febbraio. Le ottime prestazioni dell’inglese, unite a un futuro ancora tutto da scrivere vista la scadenza del suo contratto nel 2022, hanno adombrato la posizione di Romagnoli, che salvo in un paio di occasioni (in particolar modo nella gara d’andata contro la Juventus e nel match di ritorno contro l’Inter) aveva fornito fino ad allora ampie garanzie al fianco di Kjaer.
In vista della supersfida dello Juventus Stadium, con Kjaer in netto vantaggio, la scelta di Pioli dovrebbe portare dunque all’esclusione di uno tra Tomori e Romagnoli, con le azioni del centrale romano comunque in netta ascesa nelle ultime ore. Dall’esclusione contro la Roma alla possibile titolarità contro la Juve nel match decisivo per la stagione del Milan: chissà che la sfida dello Juventus Stadium non possa essere proprio la grande occasione di riscatto del capitano rossonero.


