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Juan Cuadrado Juventus Inter Serie AGetty

Juventus-Inter 1-0: Cuadrado spacca la porta, bianconeri in fuga

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La 169esima edizione del derby d'Italia se l'aggiudica la Juventus. Una royal rumble decisa da una gemma di Cuadrado, big match nel vero senso del termine. Madama porta a casa il 28esimo successo casalingo di fila in campionato, dato significativo soprattutto considerando il valore dell'Inter. La squadra di Pioli, profondendo grande abnegazione e coraggio, tiene testa ai penta-campioni. Queste sfide, tuttavia, possono essere decise da un episodio. E, giustappunto, così è stato.

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JOAO MARIO TITOLARE - Allegri, contento dello sviluppo del 4-2-3-1, propone per la quarta volta di fila lo stesso sistema di gioco. Abbondanza in tutti i reparti, possibilità di poter scegliere il miglior undici base. Buffon a difendere i pali della Vecchia Signora; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro a comporre il pacchetto arretrato; Pjanic e Khedira nel cuore del campo tra estro e fantasia; Cuadrado, Dybala e Mandzukic ad agire con qualità alle spalle di Higuain. Ottimo momento in campionato per Pioli, reduce da sette successi consecutivi, sempre più a suo agio nella sua avventura sotto il Duomo. Handanovic in porta; Murillo, Medel e Miranda a caratterizzare il tris difensivo; Gagliardini e Brozovic davanti alla difesa; fascia sinistra a D'Ambrosio, quella destra affidata ai piedi di Candreva, Joao Mario e Perisic a supportare l'operato di Icardi.

RITMO GRADEVOLE - Andamento intenso fin dalla fase embrionale, Dybala in acrobazia ad impegnare l'attento Handanovic. Il primo ammonito dell'incontro, per fallo tattico sulla Joya, è Candreva. Spazi aperti, ne giova lo spettacolo, altissima la posta in palio per entrambe le compagini. E' sempre il numero 21 bianconero a deliziare il pubblico dello Stadium, suo il sinistro delicato che accarezza la traversa. L'Inter palesa grande ordine e, dagli sviluppi di un corner, per poco non trova il vantaggio con una bella girata di Gagliardini. I nerazzurri con il trascorrere dei minuti acquisiscono fiducia, vedi il sussulto di Joao Mario che sfiora il palo alla destra di Buffon.

PRODEZZA DI CUADRADO - Ottimi duelli in mezzo al campo, qualità eccelsa per entrambe le truppe, giocate di spessore e agonismo nei canoni della correttezza. Perisic a cercare la superiorità numerica sulla fascia d'appartenenza, Gagliardini a tentare ripetutamente l'inserimento tra le linee. Higuain non impatta in maniera consona post ottima intuizione di Alex Sandro. I nerazzurri, cresciuti vistosamente grazie alla cura Pioli, dimostrano grande personalità. Mandzukic di testa risparmia Handanovic. Zero soste. Icardi – bestia nera per la difesa bianconera – con un tocco di destro spaventa Buffon. Handanovic si supera su una punizione di Pjanic. Ma, poco dopo, è una prodezza di Cuadrado a portare in vantaggio Madama: destro potente e preciso a fulminare l'estremo difensore interista.

PJANIC SPRECA - Juventus proiettata a fare la partita nelle battute iniziali della ripresa, Inter attenta a chiudere gli spazi e sempre pronta a ripartire. Higuain inventa, Pjanic spreca: Handanovic nuovamente protagonista. Doppio cambio per Pioli: dentro Kondogbia ed Eder: fuori Brozovic e Candreva. Le occasioni in questo big match non mancano, Gagliardini riesce a staccare al centro dell'area ma non trova la porta. Medel, tatticamente, non si fa mai cogliere di sorpresa. La Vecchia Signora, cercando il raddoppio, concede molto agli ospiti e, dal canto suo, Icardi spara alto.

ESPULSO PERISIC - Allegri comprende il momento, spazio per Marchisio al posto di Cuadrado. Obiettivo chiaro, ovvero più sostanza e fosforo. Handanovic respinge una sassata di Higuain. A regnare sovrane sono le sostituzioni, Inter tutta offensiva con Palacio per Joao Mario. Lichtsteiner, provato fisicamente, viene rimpiazzato da Dani Alves, al rientro dopo l'infortunio di Genova. Gli ospiti ci credono, tra cuore e idee, segnali ottimi per il futuro. La Juventus si chiude gettando nella mischia Rugani, out Dybala applauditissimo – come sempre – dal popolo zebrato. Rosso per Perisic. Triplice fischio e Madama a consolidare il primato.

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