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Massimiliano Allegri JuventusGetty

Juventus, orgoglio Allegri: "Se uno vince non può essere criticato"

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Ottovolante Juventus. L'egemonia nazionale di 'Madama' ha raggiunto un altro entusiasmante capitolo: lo Scudetto è diventato una questione tutta bianconera, dove non c'è spazio per l'inserimento di nuove pretendenti. La debacle con l'Ajax è (forse) dimenticata.

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Massimiliano Allegri non ha lasciato nulla al caso nella conferenza stampa postpartita del successo sulla Fiorentina, arrivato in rimonta dopo essere passati in svantaggio. Il riferimento è a chi intende il calcio secondo una filosofia diversa dall'essere cinici, caratteristica che il tecnico toscano può mostrare orgoglioso.

"Tra qualche anno, quando avrò smesso, penserò a questi Scudetti consecutivi e dirò che qualcosa di buono l'ho fatto. Mi sto divertendo tanto. Le critiche ci stanno e fanno parte del gioco, alcune sono anche stimolanti. Però penso questo: io sono cresciuto con i migliori e non ho mai criticato qualcuno che ha raggiunto un obiettivo importante, che fosse uno sportivo o un imprenditore. Ognuno ha i propri metodi di lavoro ma, se raggiunge gli obiettivi, è un dato di fatto: si può piacere o non piacere ma, se si vince, non si può criticare. Ho avuto allenatori che non mi piacevano ma mi incuriosivano e mi dicevo: se vince qualcosa deve avere. Uno non porta un'azienda a fatturare un miliardo di euro perché è un coglione. Per pensare queste cose qui non bisogna essere dei polli da allevamento".

Nelle ultime gare della stagioni ci saranno diversi esperimenti in campo, qualcuno agirà in una posizione diversa rispetto al solito.

"Quando la società lo vorrà ci siederemo a un tavolino per parlare delle cose positive e di quelle negative accadute durante la stagione. Si lavora sempre per migliorare nell'annata futura, non c'è da inventare nulla ma da provare giocatori in posizioni diverse, questo sì, per avere un'idea più chiara visto che qualcuno è ancora giovane. Qualcosa si è già visto, tipo Emre Can centrale, Bernardeschi più mezzala, anche Cancelo può fare la mezzala e Alex Sandro il difensore centrale. Ci sono cose che mi incuriosiscono, il campionato è vinto ormai".

Guai a parlare di rivoluzione, sì per quanto riguarda i ritocchi da effettuare a livello gestionale nel corso dei novanta minuti.

"Rivoluzionare non serve a nulla, bisogna migliorare la qualità del gioco e gestire diversamente le partite perché così possono cambiare le competizioni. In questo bisogna migliorare".

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