È quasi inutile ricordare quanto lo Shakhtar Donetsk e i giocatori brasiliani vadano d'accordo. Certo, in Sudamerica si pensa al Real, al Barcellona, come grandi obiettivi sognanti d'Europa, ma una corsia preferenziale è quella che collega la città ucraina e il Brasile, creata per avere i Willian, i Douglas Costa, i Taison. Inevitabile che prima o poi, qualche verdeoro potesse sposare la Nazionale ucraina, ebbro del paese d'origine, fiero di aver girato in lungo e in largo prima di trovare la sua dimensione, il suo presente e il suo futuro. Come Junior Moraes.
JM, un qualcuno nato e cresciuto in Brasile prima di provare l'ebbrezza europea, giocando, e segnando, sia in Romania, sia in Bulgaria. Ma sopratutto in Ucraina, dove si è costruito realmente un nome a livello internazionale, giocando con le squadre più importanti del paese prima di esplodere definitivamente sconfiggendo un minimo la saudade, grazie all'incredibile numero di brasiliani presenti.
Sono 13 nel 2019/2020 i brasiliani che giocano per la maglia dello Shakhtar, difendendolo nel campionato ucraino, in Champions prima e in Europa League poi. Due di loro hanno sangue verdeoro nelle vene, ma hanno scelto di difendere la Nazionale ucraina: uno di loro è Marlos, l'altro proprio Junior Moraes. Sbarcato in Romania, goleador in Bulgaria, adottato in Ucraina ancor prima di segnare 39 reti in due campionati con lo Shakhtar, avendo già giocato con Dinamo Kiev e Metallurg. Ucraina che è la sua terra dal 2012, tranne una brevissima parentesi in Cina nel Tianjin Quanjian, in una rosa in cui figurava anche Pato.
E nel 2019, durante la sua prima stagione con lo Shakhtar, Junior Moraes è stato naturalizzato ucraino, così da giocare per la Nazionale di Shevchenko le qualificazioni al prossimo Europeo, in attesa di provare ad essere protagonista in tale torneo e magari, in futuro, al Mondiale. Classe 1987, a 33 anni è finalmente consacrato e spera di poter sollevare al cielo un trofeo importante a livello continentale, dopo averne messi insieme diversi dal Brasile alla Bulgaria, fino ovviamente all'Ucraina.
Punta centrale avvolta di fiero cinismo sotto porta, con la qualità brasiliana della prima punta unita al rigore ucraino. Che lo hanno reso devastante non solo in campionato, ma anche in Europa League, dove può contare sull'ottimo dato di dodici goal in diciassette gare. Numeri da big, nonostante Junior Moraes non sia mai stato reputato tale lontano dal campionato che l'ha reso importante realmente dopo anni di gavetta.
Getty ImagesCosa significa essere Junior Moraes? Significa essere un talismano capace di infondere luce, fiducia, e record. Sì, perché quando il 33enne segna, non ci sono mai dubbi: lo Shakhtar non perde. Mai. Durante l'annata 2019/2020, quando ha messo dentro il pallone, la squadra di Luis Castro non è mai uscita dal campo sconfitta. Quindi, le avversarie sono sempre avvisate, quasi devastate dalla sua rete. Il fato è avverso, in quel caso.
Cosa significa essere Junior Moraes #2? Significa vedere la gioia della propria prima gara in Nazionale ucraina trasformata in sguardo basso e dubbi. Dopo la gara contro Lussemburgo del 26 marzo 2019, infatti, la federazione ha presentato ricorso alla FIFA in seguito alla sconfitta: il giocatore non avrebbe avuto i requisiti per poter giocare con una nazionale diversa da quella brasiliana. Niente di fatto: successo confermato, così come il precedente pareggio contro il Portogallo. Anche senza le reti del giocatore ex CSKA Sofia, fin qui a secco nella rappresentativa dell'est nelle cinque gare giocate.
Non c'è una vera e propria legge che avvolge i giocatori brasiliani dello Shakhtar, non tutti decidono di lasciare dopo poco tempo Donetsk, spaventati nel lungo periodo dal clima così opposto a quello sudamericano. C'è chi decide di andare oltre per giocare in campionati più importanti e sotto il sole, e chi fatica a staccarsi dalla case madre. Soprattutto se è realmente una nuova casa madre, visto l'ok di Junior Moraes alla Nazionale ucraina.
Ha ricevuto spesso proposte dalla Serie A, una delle patrie brasiliane d'Europa, ma non ce l'ha fatta ad andare oltre. Perché a differenza di molti, quell'Europa diversa dalla principale patinata nei giornali, dalla Premier alla Liga, non l'ha mai considerata come secondaria. Ha amato la Bulgaria e la Romania, adora alla follia l'Ucraina.
Un conto è essere Junior Moraes ed è essere l'ennesimo brasiliano allo Shakhtar, seguace di Willian e Douglas Costa, amico di Maycon, Vitao e Dentinho. Un altro è essere realmente del suo nuovo paese, dell'idea di Donetsk come patria verdeoro. Che può trasformarsi nella Nazionale ucraina, per difenderla a tutti i costi. Come fa con il club che aspira a portare sul tetto d'Europa.




