Il confronto dello Juventus Stadium tra Italia e Inghilterra arriva in un momento significativo del primo anno della gestione-Conte. Mettendo in un angolo le inquietudini del Ct e le voci di un possibile addio, il test contro la Nazionale di Roy Hodgson rimane un test attendibile per valutare il lavoro di questo anno di ricostruzione della squadra azzurra. Dopo l’esordio di Bari, contro un’Olanda ancora con la testa al Mondiale, l’Italia si ritrova un avversario di livello contro cui aspettarsi risposte certe dalla tenuta dell’attacco, la vera nota dolens di questi mesi.
Parlano i numeri, del resto: la coppia titolare Zaza-Immobile dopo gli entusiasmi del debutto si è pian piano spenta, certo non aiutata dai chiari di luna del neroverde e dalla depressiva stagione tedesca dell’ex capocannoniere della Serie A, non andando oltre un misero goal a testa. Numeri analoghi e minutaggio decisamente inferiore per Pellè ed Eder, che non a caso verranno testati contro l’Inghilterra, non solo per far rifiatare i titolari di Sofia.
In generale, la mancanza di un vero bomber per la Nazionale è il dato più allarmante che emerge da questa stagione: Pellè dopo un buon avvio al Southampton si è fermato e non segna in Premier League dal 20 dicembre, e lo stesso Zaza nell’ultimo periodo ha timbrato molto raramente. Un dato testimoniato anche dal confronto abbastanza impietoso con i bomber inglesi, appena due (Rooney e Kane) contro i quattro italiani. Come dire: Hodgson va sul sicuro.
| Presenze campionato | Goal campionato | Presenze Nazionale | Goal Nazionale | |
| Simone Zaza | 22 | 8 | 5 | 1 |
| Ciro Immobile | 17 | 3 | 6 | 1 |
| Graziano Pellè | 30 | 8 | 2 | 1 |
| Eder | 26 | 9 | 1 | 1 |
| Wayne Rooney | 26 | 11 | 7 | 7 |
| Harry Kane | 26 | 19 | 1 | 1 |
Numeri bassi e la sensazione che all’Italia manchi l’attaccante di levatura internazionale. Incredibile, se pensiamo che nel 2006 la rosa di Lippi contava su Inzaghi, Del Piero, Totti, Toni e Gilardino, con Christian Vieri lasciato a casa.
Oppure, senza andare tanto lontano, dobbiamo ricordare che il calcio italiano avrebbe già ora a disposizione tre attaccanti di altissimo livello nel pieno della loro carriera: uno colpito dalla sfortuna nera (Giuseppe Rossi), uno impantanato tra un infortunio e l’altro da due anni (El Shaarawy), e un terzo (Balotelli) che ormai sembra aver stufato anche chi apprezzava il suo modo d’essere dentro e fuori dal campo.

Per ora sono tre rimpianti grandi come palazzi, ma con loro in campo al pieno della forma, la Nazionale acquisirebbe ben altro appeal. Purtroppo, al momento questa rimane un sogno di formazione, e non la formazione da sogno che dovrebbe essere.


