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Roberto Mancini ItalyGetty Images

Italia, Mancini annuncia novità col Liechtenstein: "Ci saranno 3-4 cambi"

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Esordio vincente a Udine e maggiore fiducia in vista del resto delle qualificazioni all'Europeo 2020. Dopo il 2-0 contro la Finlandia, l'Italia di Roberto Mancini è pronta a proseguire con altri tre punti il suo 2019: a Parma, contro il Liechtenstein, impossibile sbagliare.

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Il ct azzurro ha parlato in conferenza stampa,ammettendo che l'undici titolare non sarà lo stesso dell'ultimo impegno con gli scandinavi.

"Deciderò dopo l'allenamento ma sicuramente cambierò qualche uomo, forse 3-4 o magari qualcuno in più. L'identità e l'atteggiamento devono essere sempre gli stessi a prescindere dall'avversario che andremo ad affrontare. Si poteva portare entusiasmo soltanto proponendo la novità del bel gioco. Dobbiamo ancora migliorare molto".

Verratti nelle vesti di regista non è affatto da escludere: ma il giocatore del PSG non è l'unico in lizza per quella porzione strategica di campo.

"Può giocarci benissimo, così come Sensi e Barella. Tutti questi sono in grado di agire davanti alla difesa, durante i novanta minuti a volte lo fanno. Tatticamente sono intelligenti, il che permette a loro di capire in anticipo alcune situazioni di gioco".

Guai a sottovalutare il Liechtenstein, squadra sulla carta modesta ma non priva d'insidie per gli azzurri.

"Non dobbiamo pensare agli avversari, il gioco è dalla nostra parte in tal caso. Dovremo partire con aggressività dal primo minuto. Nessuna gara ha un esito scontato: la dimostrazione l'abbiamo avuta con Brasile-Panama dell'altra sera. Gli spazi saranno pochi e serviranno tanti piedi buoni per venirne fuori".

Altra prova opaca per Immobile, ormai a secco con la Nazionale addirittura dal 2017.

"C'è da dire che ha giocato quando la Finlandia era molto chiusa, in una situazione complicata per lui e la squadra. Quagliarella è entrato in un contesto diverso con maglie più aperte".

Per Mancini i complimenti di Arrigo Sacchi, accettati di buon grado dall'attuale commissario tecnico.

"Sono arrivati con 24 anni di ritardo, prima non mi voleva in Nazionale (ride, ndr). A parte gli scherzi, Arrigo ha cambiato il calcio e le sue parole fanno sempre piacere".

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