Dal 4-2-4 al 3-4-3. Dall'umiliazione madrilena alla gara che può valere l'approdo ai playoff, obiettivo minimo diventato massimo. Giampiero Ventura disegna una nuova Italia, più per necessità che per reale convinzione, provando ad affidarsi alla BBC e al tridente per esorcizzare il fantasma Macedonia.
Il 3-4-3 era stato utilizzato da Antonio Conte poco più di un anno fa, in amichevole, alla vigilia degli Europei. Non andò benissimo: buona prestazione ma solo un 1-1 contro la Spagna a Udine, netto ko (4-1) in Germania pochi giorni più tardi. Tempo di sperimentazioni. E per l'avventura in Francia l'ex ct decise di passare alle due punte e inserire un centrocampista in più.
Stavolta il cambio di modulo è legato, più che alle polemiche post Spagna, all'assenza di Belotti, out per un infortunio al ginocchio. Ventura sembra aver scelto di rimpiazzare il centravanti principe solo numericamente, chiamando il clivense Inglese, e non sul campo. A Torino l'unica punta, a meno di sorprese, sarà Ciro Immobile.
Ed è qui che sorge l'interrogativo: e se il 3-4-3, o comunque l'utilizzo del tridente, non fosse solo una soluzione tampone? Una prospettiva alimentata non soltanto dal flop del 4-2-4, ma anche e soprattutto dalle caratteristiche a disposizione e dalle parole dello stesso commissario tecnico in conferenza stampa.
"Immobile ormai è abituato a giocare da solo nel proprio club, così come anche Belotti", ha detto ieri Ventura. Aggiungendo che i due "sanno come muoversi in coppia", ma lasciando le porte aperte a soluzioni diverse da quella della doppia punta e dei due esterni offensivi, ormai malvista da gran parte dell'Italia calcistica.

In effetti è proprio così, e basta andare a vedere come giocano Lazio e Torino per rendersene conto: Immobile è il giocatore più avanzato del 3-4-2-1 di Simone Inzaghi, aiutato a turno da Milinkovic-Savic e Luis Alberto; Belotti, del 4-2-3-1 di Mihajlovic. Entrambi, appunto, sono abituati a giocare come centravanti unico.
Ecco perché il passaggio al tridente, a fronte della dolorosa esclusione di uno tra Immobile e Belotti, potrebbe non essere soltanto temporaneo. Ed in effetti, come sottolineato da più parti dopo il disastro spagnolo, le caratteristiche dei giocatori a disposizione di Ventura, da Insigne a Verratti, propendono più verso un 4-3-3 - o 3-4-3, guardando solo all'attacco - che verso un 4-2-4.
Parlando di 4-3-3, infine, il focus potrebbe spostarsi su uno degli assenti più illustri in casa azzurra: quel Jorginho che, nonostante le prestazioni d'alto livello da metronomo del Napoli capolista, è costantemente ignorato da Ventura. Ma questo, considerato l'ostracismo assoluto del ct verso l'italo-brasiliano, è un altro discorso.
