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Gianluigi Buffon ItalyGetty Images

Italia, Buffon in vista di Euro 2016: “Partiamo dietro quattro squadre”

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L'Italia si appresta a scendere in campo nella partita d'esordio contro il Belgio ad Euro 2016, il capitano Gigi Buffon ha voluto spendere alcune parole in ricordo di qualche importante appuntamento riguardo i grandi tornei del passato. 

Il portiere della Juventus si guarda indietro e commenta la scelta di restare in bianconero anche dopo la retrocessione in Serie B post Calciopoli: "Ho sempre cercato di fare il mio lavoro, mi sono sempre allenato duramente. Dopo Calciopoli ci sono stati giocatori che hanno scelto di andare via ed altri che hanno scelto di restare con la nostra amata Juventus, il nostro cuore diceva che dovevamo restare nel momento del bisogno, perchè la Juve ci aveva dato tutto. Ora siamo campioni per la quinta volta consecutiva".

Qualche finale di troppo persa da Buffon, che ripercorre le varie tappe: "Ho perso due finali di Champions League ed una agli Europei. La prima di Champions è stata davvero dura da digerire contro il Milan nel 2002-03. Nel 2012 la Spagna ha giocato meravigliosamente, così come il Barcellona l'anno scorso a Berlino. Ora non siamo favoriti per Euro 2016: la Germania ha quasi la stessa squadra che ha trionfato in Brasile, la Spagna vorrà fare tripletta, il Belgio è al primo posto nel ranking, mentre la Francia è padrona di casa. Noi siamo dietro queste quattro, ma quando arrivano i grandi tornei noi ci siamo".

Il calcio italiano è in crisi, il portiere dice la sua mostrando un velato ottimismo per il futuro: "Non sono del tutto soddisfatto della situazione in Serie A. Abbiamo perso un posto in Champions League, si tratta di un ciclo. Come nazione stiamo attraversando una grave crisi finanziaria e questo ha avuto i suoi effetti nel calcio. Io non perdo la speranza, i club italiani torneranno a vincere in Europa al più presto".

Buffon incorona anche la sua parata più importante, nella partita più importante: "La mia parata su Zidane nel 2006? Non so se è stata la mia migliore, sicuramente la più significativa. E' stato un momento cruciale. Un goal a quel punto sarebbe stato decisivo. Il colpo di testa del capitano francese è stato bruciante ma sono riuscito ad alzarlo sopra la traversa. E' stato probabilmente il salvataggio più importante".

Infine il ricordo di quella mano rotta poco prima di Euro 2000: "Gli infortuni fanno parte della vita di un calciatore, altrimenti avrei potuto giocare dieci grandi tornei internazionali. Giocherò il nono in Francia, che non è poi così male. Coppa del Mondo 2018? Se resto in forma e riesco a giocare come ora, potrei giocarla. Incrociamo le dita".

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