Nell'Inter che ha perso, seppur di misura, a Madrid sono stati in pochi a salvarsi: certamente Barella e Lautaro, i migliori per distacco, poi Perisic e Handanovic. Sotto la sufficienza la prestazione di Arturo Vidal, finito nel tritacarne delle critiche.
Arrivato con lo status di 'pupillo di Conte', il cileno ha deluso chi da lui si aspettava grandi cose: colpa, forse, di un ruolo poco adatto alle sue caratteristiche offensive che lo limita in zona goal, dove lui è sempre stato in grado di far male.
Anche all'Estadio Alfredo Di Stefano, Vidal è stato insignito di compiti prettamente difensivi e le volte in cui è stato chiamato a dare il via all'azione non è andata bene: tanti errori in uscita provocati dal pressing asfissiante degli avversari, bravi a mordere caviglie e pallone.
L'ex Barcellona è andato in chiara difficoltà, sbagliando almeno in tre circostanze simili e rischiando di avviare le pericolose ripartenze del Real: errori non da lui, dettati probabilmente dallo scarso apporto alla manovra negli ultimi metri.
Quel compito è spettato a Barella, valido appoggio alle due punte Perisic e Lautaro: suo l'assist straordinario di tacco per il 'Toro' in occasione del goal che ha accorciato le distanze nel primo tempo, con Vidal a stazionare qualche metro più indietro.
Conte, d'altronde, non può permettersi di agire diversamente: dal mercato non è arrivato il famoso mediano che nelle idee del tecnico doveva essere N'Golo Kanté, blindato dal Chelsea che non si è lasciato sfuggire uno degli elementi più in voga del calcio europeo.
Conte ha dovuto quindi chiedere al suo fedelissimo di fare il lavoro sporco e di rinunciare a quegli inserimenti che, alla Juve prima e al Bayern Monaco poi, lo hanno reso uno dei centrocampisti più prolifici d'Europa. Chissà che da gennaio la musica non possa cambiare, magari con l'innesto di un medianaccio che sgravi Vidal da compiti non esattamente nelle sue corde.


