Pubblicità
Pubblicità
Romelu Lukaku, Inter, Champions League 2020-21Getty

Inter 'senza smoking': nessuna vittoria nei big match tra campionato e Champions

Pubblicità

Si complicano i piani europei dell'Inter, fermata sullo 0-0 a Kiev da uno Shakhtar Donetsk insolitamente più attento a non prenderle che a darle: solidità difensiva ritrovata per gli uomini di Conte, a cui però si accosta il primo zero alla voce 'goal segnati' dopo l'indigestione andata in scena nei primi match stagionali.

Nerazzurri sfortunati (le due traverse colpite gridano vendetta) ma anche sorprendentemente lenti nella manovra, il che ha fatto il gioco degli ucraini, ammassati in pochissimi metri nella propria metà campo per portare a casa un punto d'oro dopo i tre ottenuti sul campo del Real Madrid all'esordio.

L'Inter ha disertato nuovamente l'appuntamento 'in smoking', confermando le difficoltà incontrate quando la posta in palio si alza inesorabilmente: in campionato contro Lazio e Milan sono arrivati un pareggio e una sconfitta, due segni 'X' invece in Champions League.

La squadra meneghina non sembra a proprio agio quando il gioco comincia a farsi duro, come se l'innalzamento del livello provocasse uno scompenso sul piano emotivo che impedisce ai giocatori di dare più di quanto Conte si aspetta da loro.

Un problema, per la verità, manifestatosi anche in diversi big match della passata stagione e dalla gravità crescente, considerato che le prossime due partite di Champions saranno entrambe contro il Real Madrid, in crisi sì, ma pur sempre con tredici coppe dalle grandi orecchie in bacheca. Impegni che diranno moltissimo sulle chance di qualificazione dell'Inter.

Al blocco mentale si aggiungono anche un paio di incongruenze tattiche: Vidal, schierato nel ruolo di mediano con Brozovic e Barella ai suoi lati, non ha convinto ed anzi è stato parecchio limitato nei suoi proverbiali inserimenti offensivi; lo stesso Perisic, subentrato al 72' per affiancare Lukaku in attacco, è apparso un pesce fuor d'acqua prima di tornare sulla sua zona di campo preferita, ma solo all'85' e dopo l'uscita obbligata di Young.

Tanta carne al fuoco per Conte che, da chef stellato e abile manovratore, dovrà essere bravo a rimettere al proprio posto i pezzi sul barbecue: pena un'altra delusione in Champions League per il terzo anno consecutivo, scenario che inibirebbe la crescita in campo internazionale e che potrebbe insinuare qualche pulce nell'orecchio di Zhang.

Eventualità, ovviamente, che i tifosi sperano non si verifichi: prossimo appuntamento d'élite contro il Real Madrid martedì sera, quando l'Inter dovrà gettare il cuore oltre l'ostacolo come mai le è riuscito in questo primo scorcio di stagione.

Pubblicità
0