L'estate 2022 non può per nulla essere paragonata a quella di un anno prima, ricca di trasferimenti clamorosi che hanno segnato in maniera indelebile la storia del calciomercato: la stagione appena trascorsa ha comunque portato in dote tormentoni di 'discreta' fattura, tira e molla continui capaci di mettere a dura prova la pazienza di tifosi e addetti ai lavori. Uno su tutti, quello relativo a Paulo Dybala.
Una storia che nasce da lontano, precisamente dal 21 marzo e dal nulla di fatto emerso dall'incontro tra l'entourage dell'argentino e la dirigenza della Juventus: l'accordo per il rinnovo del contratto in scadenza è definitivamente naufragato, ergo per la 'Joya' si prospetta un addio a parametro zero. Incompatibilità progettuali e foglio di via certo, con inevitabili speculazioni sulla nuova squadra che accoglierà l'ex Palermo.
Fin dal principio, però, i vari rumors in merito conducono dritti ad una sola destinazione plausibile, alla luce dell'immobilità rilevata nel contesto estero: in Italia, l'Inter sembra l'unica opzione percorribile per il prosieguo della carriera di Dybala, ancora stimato da quel Giuseppe Marotta che ora di mestiere fa l'amministratore delegato per l'area sport della società meneghina. Fu proprio lui a portarlo alla Juventus nel 2015, quindi perché non riprovarci?
I contatti, nonostante qualche smentita di facciata a cui credono in pochi, vanno avanti proficui, ma è solo l'8 giugno che le parti escono allo scoperto: Jorge Antun, agente di Dybala, si presenta in sede Inter dove ad attenderlo c'è proprio Marotta, intenzionato a formulargli la proposta economica in grado di far centro tra i desiderata dell'attaccante argentino. La fiducia per il buon esito dell'affare è grande, confermata anche dall'intermediario (lato Inter) Giacomo Petralito.
GOAL"Se Marotta si è permesso di incontrare il procuratore di Dybala addirittura in sede, allora è una cosa positiva".
Insomma, la fiducia è più che tangibile, così come il buon esito di un affare destinato a chiudersi positivamente in tempi brevi, se non brevissimi. Dybala comincia così a vestirsi di nerazzurro, con un pezzo di stoffa alla volta: a 'strappare' bruscamente la maglia riservata all'argentino è un'altra trattativa, o meglio un'occasione di mercato irripetibile che non può lasciare indifferenti Ausilio e Marotta, per non parlare del presidente Steven Zhang, deciso a regalare un colpo da novanta per smentire la parte di pubblico che chiede a gran voce la cessione del club.
Romelu Lukaku, proprio il figliol prodigo che un anno prima aveva scelto di tornare al Chelsea per cancellare il precedente fallimento, può partire con la formula del prestito oneroso: bisogna solo trovare la quadra con Todd Boehly, il nuovo proprietario dei 'Blues' che ha da poco preso il posto di Roman Abramovich. Una congiunzione astrale pazzesca, rafforzata dal forte desiderio del belga di tornare a Milano dopo una stagione da dimenticare e condizionata dalla rottura totale col tecnico Thomas Tuchel.
I vertici nerazzurri devono però sbrigarsi e rispettare la data limite del 30 giugno per mettere a segno il colpo ad effetto: oltre quel giorno, infatti, non è più possibile sfruttare i benefici economici del Decreto Crescita, 'dettaglio' che sposta completamente l'attenzione da Dybala all'affare Lukaku, chiuso in tempo utile al culmine di un'operazione considerata una sorta di capolavoro economico e diplomatico.
Simone Inzaghi può finalmente riabbracciare quel bomber soltanto assaporato in pochi giorni di ritiro nell'estate 2021, con buona pace di Dybala per il quale, a questo punto, inizia a profilarsi uno scenario praticamente impossibile da pronosticare fino a poco tempo prima: niente Inter, niente ricongiungimento con Marotta, niente Champions League.
Il mese di luglio è il più duro sotto l'aspetto sportivo per l'argentino, in vacanza assieme al connazionale Joaquin Correa: questa vicinanza 'rassicura' in parte il tifo interista, impaziente di ammirare un tridente da sogno che, oltre alla 'Joya', comprenderebbe anche Lukaku e Lautaro. A smorzare i voli pindarici ci pensa però Giuseppe Marotta in occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione, tenuta assieme all'allenatore.
GOAL"Il mercato che è stato fatto è anche creativo e intuitivo, che porta ad avere una squadra competitiva sin da subito. Sapete il rapporto di affetto che mi lega a Dybala. Rappresenta un’opportunità, ma noi siamo a posto nel reparto offensivo che è di grande spessore. Starà poi a Inzaghi saperli gestire al meglio".
Parole che sanno di stop alla trattativa, se non definitivo, per lo meno quasi. Ad allontanare Dybala dall'Inter vi è, oltre ad un accordo economico che latita, soprattutto l'affollamento nel reparto offensivo: gli attaccanti a disposizione di Inzaghi sono addirittura sei, che poi diverranno quattro in seguito alle cessioni di Sanchez e Pinamonti. Per fare spazio all'ex Juventus servirebbe un altro addio di uno tra Dzeko e Correa, per nulla facili da piazzare e forti di un contratto che li mette al riparo da ogni sorpresa.
Lo scenario ideale di un mese prima si trasforma così in uno stallo totale che permette ad altri due club di tentare l'affondo per Dybala: il Napoli e soprattutto la Roma, col serrato corteggiamento di Tiago Pinto - col placet del presidente Friedkin - che alla fine si rivela decisivo all'interno di un affare lampo, l'esatto contrario di quanto accaduto con l'Inter.
Dybala raggiunge la squadra nel ritiro portoghese e, il 20 luglio, viene ufficialmente annunciato come un nuovo giocatore della Roma: contratto triennale fino al 30 giugno 2025 che infiamma il popolo giallorosso, protagonista indelebile del tributo successivamente riservato all'argentino all'Eur in un'atmosfera da brividi.
GOAL"I giorni che mi hanno portato a questa firma - le prime parole di Dybala in giallorosso - sono stati un insieme di tante emozioni. La determinazione e la rapidità con cui la Roma ha dimostrato di volermi ha fatto la differenza. Arrivo in una squadra in crescita, con una società che continua a mettere basi sempre più solide per il futuro e un allenatore come Mourinho, con cui è un privilegio poter lavorare".
L'incubo di rimanere senza un contratto fa dunque strada all'affetto riservato dai tifosi e all'impatto più che positivo avuto con la nuova maglia: quattro goal e due assist dopo le prime otto partite, rendimento secondo solo ad un certo Gabriel Omar Batistuta per quanto riguarda un nuovo acquisto della Roma nel nuovo millennio. Biglietto da visita niente male per la sfida all'Inter in un San Siro che avrebbe voluto ammirarlo con addosso un'altra maglia, quella di Handanovic e compagni.




