L'Inter delle prime due giornate contro Fiorentina e Roma, almeno nel gioco, non si è più vista. La squadra di Spalletti, però, nonostante le critiche, segue a ruota le capoliste Juventus e Napoli. Come detto, non sarà certo spettacolare, ma la banda nerazzurra non è seconda a nessuna per compattezza e carattere.
Ma come ha fatto Luciano Spalletti, nel giro di qualche mese, ha trasformare così nettamente l'indole dell'Inter? Una risposta, anche se non l'unica, può essere ricercata nel minutaggio concesso ai vari giocatori.
Come riporta 'La Gazzetta dello Sport', in Serie A l’Inter è la squadra che ha finora schierato meno giocatori in campionato, solo 18, e variato meno titolari, addirittura 14. Praticamente, al netto del terzino sinistro, un centrocampista centrale ed il trequartista, la squadra nerazzurra è sempre la stessa.
Dalbert-Nagatomo, Gagliardini-Vecino, Joao Mario-Brozovic, sono solo questi ogni domenica i dubbi di Luciano Spalletti nelle scelta della sua formazione. Poi, a partita in corso, si sono visti anche Eder, Karamoh, Cancelo e Ranocchia. Fine.
Cosa sta a significare questo? All'Inter non mancano le soluzioni, soprattutto a centrocampo ed in attacco, ma Luciano Spalletti ha voluto creare uno zoccolo duro, regalando certezze e identità alla squadra. E finora ci è riuscito. "Avvantaggiato" anche dall'assenza delle coppe, l'ex allenatore della Roma sta costruendo a poco a poco una nuova Inter.
Contro il Benevento non si può sbagliare, se si vuole restare attaccati alla testa della classifica. Manco a dirlo, la formazione scelta da Spalletti è sempre quella, con i soliti dubbi: dovrebbero spuntarla Dalbert, Gagliardini e Joao Mario, con Eder ancora rassegnato alla panchina.
BENEVENTO (4-4-2): Belec; Letizia, Venuti, Costa, Di Chiara; Lombardi, Cataldi, Memushaj, Lazaar; Puscas, Coda.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, Skriniar, Miranda, Dalbert; Gagliardini, Borja Valero; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi.



