Archiviata la pausa per le nazionali l'Inter torna in campo nel difficile appuntamento contro la Lazio: anche il caso Mauro Icardi sembra ormai messo alle spalle e Beppe Marotta spiega come è riuscito a calmare le acque con l'attaccante argentino.
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Intervenuto a margine dell'evento 'Il Foglio a San Siro', Marotta entra nel dettaglio del caso Icardi, che ha tenuto banco in queste ultime settimane:
"Una delle qualità che mi riconosco è la diplomazia, risolvendo le questioni con la giusta leadership. In questo caso ho cercato di stemperare le tensioni nell'interesse di tutti. Le deicisioni devono essere prese con senso di responsabilità, non volevamo punire nessuno, il nostro compito è quello di proteggere l'allenatore rispettando la 'comunità squadra'".
Il nuovo stadio insieme al Milan è diventato ormai una priorità per il futuro di entrambi i club milanesi:
"Lo stadio è un contenitore di emozioni, tutti parlano di struttura ma bisogna offrire uno spettacolo con grandi giocatori. Noi siamo carenti anche nei centri di allenamento, sono molto favorevole al fatto che le società di calcio debbano avere una struttura adeguata".
Marotta torna poi sull'affare Ronaldo, spiegando le valutazioni fatte dalla Juventus prima di cogliere l'opportunità:
"E' falsa la storia che non lo volevo, come a.d. non avevamo la sostenibilità per farlo. Agnelli dopo che gli presentammo un Piano A e un Piano B, con grande intelligenza ci disse che si poteva fare l'operazione, fu un atto di coraggio degli azionisti e io non potevo decidere. Io potevo valutare con Paratici e Nedved, non mi sono opposto".


