E' uno dei dubbi di formazione di Simone Inzaghi, chiamato a scegliere tra lui ed Edin Dzeko come partner di Lautaro in un Inter-Juventus che stavolta vale il pass per la finalissima di Coppa Italia: Romelu Lukaku dovrebbe partire dalla panchina, ma è impossibile ignorare il suo tormentato 'rapporto' con la società piemontese.
Tra trasferimenti sfumati sul più bello e i tristi insulti ricevuti in occasione del match d'andata, la narrazione dei confronti tra le due parti è tutt'altro che statica: in nove partite disputate al cospetto della Juventus, Lukaku ne ha vinta soltanto una (un 2-0 in maglia nerazzurra nella stagione dello Scudetto), pareggiandone due e perdendone ben sei.
Ovviamente tutte da avversario, anche se le cose sarebbero potute andare in maniera completamente diversa se solo in passato il trasferimento in bianconero si fosse concretizzato: non in una ma addirittura in due circostanze, con lo stesso esito negativo a fare da padrone.
La prima è datata estate 2014, quando il belga era in uscita dal Chelsea: per sua stessa ammissione, non se la sentì di volare verso Torino e questa sensazione si rivelò fondata, in quanto Conte lasciò il club pochi giorni dopo l'inizio del ritiro. Lukaku firmò così con l'Everton, col senno di poi una scelta azzeccata e punto di svolta per la carriera.
"Quando scelsi di lasciare il Chelsea - le parole in una vecchia intervista a 'Sky Sport' - a titolo definitivo, ho avuto l’opportunità di andare alla Juventus. Ma non so perché, non me la sono sentita, qualcosa non mi convinceva. E il giorno dopo Conte se ne andò via dalla Juve. E quindi pensai: ‘Grazie a Dio che non sono andato’. Nonostante io creda che Allegri sia un grande allenatore decisi di andare all’Everton. È stata una buona scelta".
La seconda è più recente e fa riferimento ai giorni precedenti al suo primo sbarco in nerazzurro, ad agosto 2019: tra Juventus e Manchester United era tutto fatto, ma i tentennamenti di Paulo Dybala bloccarono definitivamente l'operazione e spedirono di fatto Lukaku dritto tra le braccia di Conte, stavolta per davvero.
Due i goal realizzati contro la Juventus, entrambi con l'Inter e dagli undici metri: l'ultimo è stato la causa scatenante dei cori razzisti ricevuti lo scorso 4 aprile, con tanto di secondo giallo ricevuto per aver intimato il silenzio al pubblico della Curva Sud. La grazia ricevuta dal presidente federale Gravina consentirà a Lukaku di dare vita all'ennesimo capitolo di una storia che avrebbe potuto prendere una piega inaspettata, se solo in passato tutti i tasselli fossero stati collocati al loro posto.




