Christian Eriksen ha voluto fortemente l' Inter e nella lunga intervista rilasciata in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport' il danese ha spiegato il perché di questa scelta.
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L'ex Tottenham infatti vede nei nerazzurri un ulteriore step della sua carriera, ritenendo evidentemente l'Inter superiore agli Spurs.
In tal senso va letta anche la scelta del nuovo numero di maglia: Eriksen oggi indossa la maglia numero 24 dell'Inter, dopo avere vestito per anni il 23 del Tottenham.
“ Ho scelto il numero 24 perché ho avuto il 23 per molti anni, quindi diciamo che rappresenta un nuovo e più alto momento per la mia carriera ".
E quando gli si chiede cosa abbia l'Inter in più del Tottenham, Eriksen non usa giri di parole.
" Io cercavo per me il più grande club possibile al di fuori della Premier. L’ho trovato. La carriera di un calciatore non dura abbastanza per non provare cose diverse".
Ai microfoni di 'Sky Sport', il centrocampista danese ricorda il suo primo impatto con San Siro:
"I tifosi in Italia si sentono di più, mi ricordo gli interisti quando ho giocato a San Siro, segnai pure in quell’occasione e l’atmosfera era molto bella. Ai goal di Icardi e Vecino lo stadio esplose. Sono stato accostato a tante squadre nell’ultimo periodo ma l’Inter si è fatta avanti in modo concreto. L’idea mi è piaciuta ed è stato facile dire sì, voglio vincere qualcosa con questa maglia e ora ho una possibilità maggiore di farlo rispetto a prima. L'ultima volta che ho vinto un trofeo è stato con l'Ajax ed è passato molto tempo".
Importante anche il ruolo di Conte nel suo arrivo all'Inter:
"Sono felice che Conte che mi reputi speciale, lo è anche per me essere qui. Sono molto concentrato, l’Inter è la sfida che volevo. Conte è uno tosto come lo è Pochettino. Abbiamo fatto tanta parte atletica come facevamo con lui, in qualche modo sono simili anche se propongono due idee di calcio differenti. Non mi piace molto correre, preferisco farlo fare al pallone, ma fa parte del gioco. Ricordo di aver segnato contro il Chelsea, anche se non pensavo a chi lo allenasse".
E' quasi tempo di derby ora, subito un match importantissimo per Eriksen, che per l'occasione potrebbe partire titolare:
"Non vedo l’ora che arrivi il derby, ne ho sentito molto parlare anche se non l’ho mai visto, se non qualche spezzone. Ma viverlo sarà sicuramente diverso rispetto a guardarlo in tv. Sarà una gara intensa e fondamentale per il resto della stagione, sarà divertente. Spero di poter vincere lo scudetto, c'è una possibilità".
Tra i suoi idoli d'infanzia c'è una leggenda della Serie A, Francesco Totti, che lo ha portato a seguire la Roma:
"Quando ero bambino mi piaceva molto la Roma di Totti e lo seguivo, anche se poi quando ho cominciato a giocare io ho guardato meno gli altri. Quando sono cresciuto ho seguito Michael Laudrup, uno dei migliori danesi di sempre, direi che era lui il mio idolo. Mi paragonate molto a Sneijder, ma è difficile fare paragoni. Forse ci assomigliamo perché sto perdendo anche io i capelli e abbiamo entrambi un trascorso all’Ajax. Lui qui ha vinto tutto e sarebbe bello riuscirci, ma dobbiamo tornare in Champions e se ne parlerà l’anno prossimo. Come giocatori penso che siamo diversi".


