Doveva essere la squadra che, insieme al Real Madrid, si sarebbe giocata la possibilità di arrivare al primo posto nel girone. E invece, a 180 minuti dalla fine, l’Inter si trova in una situazione da dentro o fuori. Anzi, in una doppia situazione da dentro o fuori, perché anche se dovesse arrivare una vittoria nel prossimo turno, all’ultima giornata non dipenderebbe comunque da sé stessa. Per i calcoli, comunque, ci sarà tempo.
La squadra di Antonio Conte dovrà prima di tutto concentrarsi sull’unico risultato a disposizione nella trasferta nella Renania Settentrionale-Vestfalia. È chiamata a vincere contro il Borussia Mönchengladbach. Chiamata senza appello: strappando i tre punti, tiene vive le speranze. In caso opposto, le abbandona. Non basterebbe nemmeno il pareggio. L’unica chance che hanno i nerazzurri è quella di vincere. La pressione è tutta su di loro.
Di certo lo 0-3 con cui Lautaro Martinez e compagni si sono sbarazzati del Sassuolo lascia finalmente sensazioni positive, dopo settimane estremamente complicate. La difesa è tornata a funzionare - terzo clean sheet stagionale dopo quelli con Genoa e Shakhtar, a fine ottobre - grazie al trio composto da Skriniar, de Vrij e Bastoni, probabilmente quello che Conte vede come l’ideale, il titolare per le grandi occasioni. L’attacco, invece, ha reso senza avere RomeluLukaku, preservato probabilmente proprio in funzione della trasferta tedesca.
Alessandro Sabattini/GettyVincere e convincere. Mai come in queste settimane ad Appiano ne sentivano il bisogno. Anche con il ritorno al vertice basso di centrocampo nel 3-5-2, ruolo ricoperto con sagacia e precisione da Barella, affiancato da Gagliardini e Vidal. L’assenza del cileno rimescola le carte per la Champions, ma Conte dal mazzo può pescare il jolly che risponde al nome di MarceloBrozovic, finalmente negativizzatosi dopo aver contratto il Covid-19 in nazionale e ora pronto a fare la differenza anche in Europa.
Insieme a lui sembra certo il rientro di Lukaku in coppia con Lautaro, mentre sulle fasce puntano al rientro Hakimi e Young, nonostante le buone risposte fornite da Darmian sull’out di destra. A prescindere dai nomi, il fattore determinante rischia di essere quello mentale. La fiducia che mancava dopo la pessima sconfitta interna con il Real Madrid, ritrovata in un cupo pomeriggio emiliano. L’arma che può essere determinante per riaccendere le speranze anche in chiave qualificazione in Champions.




