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20211211_Matthias Ginter_Borussia MGGetty Images

Niente Inter o Bayern: Matthias Ginter torna al Friburgo, casa sua

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Il 21 gennaio 2012 la storia dello Sport-Club Freiburg, per gli amici italiani semplicemente Friburgo, è cambiata per sempre. Nella partita contro l’Augsburg al mitico Dreisamstadion, per la prima volta ChristianStreich si sedeva in panchina. Sono passati oltre 10 anni da quel giorno, rimasto scolpito nella memoria collettiva, e il tecnico 56enne è ancora lì, a guidare la squadra. E ci rimarrà ancora.

Quel sabato pomeriggio non sarà mai uno dei tanti, perché il mondo del calcio tedesco non solo dava il benvenuto a un allenatore unico che a modo suo sta segnando un’epoca, ma faceva anche la conoscenza di un esordiente che decideva di bagnare il proprio debutto con un colpo di testa in torsione vincente per regalare la vittoria per 1-0 al Friburgo. Si chiamava Matthias Ginter, di strada ne avrebbe fatta tanta, tantissima.

Ha girato la Germania, giocato per i due Borussia, vinto un Mondiale, preso parte a varie competizioni, è diventato un punto fermo della Bundesliga. Sembrava pronto per andare in squadre di vertice europeo. Con il contratto in scadenza e un addio annunciato già da dicembre, a lui si era interessata in particolar modo l’Inter, ma il suo nome era circolato anche negli ambienti del BayernMonaco per la sostituzione di Niklas Süle. Anche di Premier si era parlato.

Niente di tutto ciò, per ora. Perché Matthias Ginter non ha scelto solo con la testa, questa volta, ma anche con il cuore. E come dice uno dei proverbi o luoghi comuni più diffusi, home is where your heart is, casa è dove è il tuo cuore. Nel caso di Ginter, non poteva che essere Friburgo. La città in cui è nato il 19 gennaio del 1994, in cui è cresciuto fino ai vent’anni, la città che ha rappresentato nella finale di Rio de Janeiro nel 2014 quando è diventato campione del mondo, pur senza giocare un minuto.

“Volevo fare qualcosa di speciale a questo punto della mia carriera e non c’è niente di più speciale che tornare nella mia città e nella mia squadra”.

Un nazionale tedesco cercato dai grandi club che sceglie lo Sport-Club Freiburg, squadra che abitualmente i giocatori di tale livello, più che comprarli, li vende. Basta guardare Nico Schlotterbeck, difensore 23enne che ha deciso di andare al Borussia Dortmund quest’estate per fare il salto di qualità. Anche lui, come Ginter, è un centrale della Mannschaft. Ha meno della metà della metà delle presenze che ha il 28enne nativo della Brisgovia, che è già a 46 e nella prossima stagione taglierà il traguardo delle 300 presenze in Bundesliga.

Lo supererà da giocatore del Friburgo, dopo aver trascorso cinque anni da punto fermo del BorussiaMönchengladbach. Un riscatto che ha seguito i tempi più difficili al BorussiaDortmund, dove era arrivato nel 2014 senza riuscire a convincere nessuno per tre anni. Tante occasioni, giocando anche da terzino destro, giusto per dimostrare la sua duttilità — che gli è tornata utile persino in nazionale. Un’inezia per uno che nell’Under-19 del Friburgo, allenato di Streich, giocava regolarmente a centrocampo e sfruttava le sue qualità per finalizzare con brillantezza: 24 goal in 46 partite nell’ultimo step giovanile, nel giro di un paio d’anni. Tra i professionisti si è fermato a 20, nel giro di un decennio. Conseguenze dell’arretramento sulla linea difensiva.

A livello giovanile Ginter aveva vinto persino una coppa di Germania di categoria, un’impresa per un club di una cittadina di poco superiore ai 200mila abitanti. Che poi si era trovata anche sul tetto del mondo, grazie a un ragazzo di 20 anni che pure a quel Mondiale non aveva giocato nemmeno un minuto. Pace, contava esserci. E Ginter c’era. Era il più giovane della spedizione, ma non per questo uno sprovveduto. Nel 2012 e nel 2013 era stato premiato con la Medaglia Fritz Walter come miglior Under-18 e Under-19 di Germania. La chiamata di Joachim Löw è stata la diretta conseguenza.

Hoffen auf den Klassenerhalt: Freiburgs Matthias GinterGetty

“Ginter è meno apprezzato meno di quanto meriterebbe, ha sempre fatto molto bene, è calmo molto sicuro sicuro” aveva detto l’ex CT negli ultimi mesi del suo mandato.

Anche Lothar Matthäus a ‘Sport Bild’ lo aveva definito come “un punto di riferimento per la difesa, ciò che era Sergio Ramos con il Real Madrid”, perché “la sa guidare, non solo dando istruzioni”.

Per questo sembrava avere tutte le caratteristiche per essere un giocatore da top club, specialmente dopo il quinquennio al Gladbach di altissimo profilo, eccezion fatta per un ultimo anno passato tra tante difficoltà di squadra dopo la partenza di Marco Rose. Dal prossimo luglio, Matze Ginter riabbraccerà l’allenatore che più di tutti ha creduto in lui. Perché casa è dove c’è il proprio cuore, ma per chi passa da Friburgo casa è anche dove c’è Christian Streich.

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