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Insigne Shaarawy Florenzi ItalyGetty Images

Insigne, El Shaarawy, Florenzi: gli esclusi senza un perché dell'Italia

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Cosa fare per ribaltare la situazione in cui l'Italia è andata a cacciarsi? Se lo stanno chiedendo tutti da ieri sera, tra lo sconcerto, lo scoramento e la consapevolezza che comunque, prima di munirsi di elmetto e fucile e sparare (metaforicamente) a vista, c'è un discorso qualificazione ancora aperto.

A due giorni dal ritorno contro la Svezia, Giampiero Ventura rimugina su quel che è stato e pensa a come allestire un undici credibile per Milano. Sarà ancora 3-5-2? Si tornerà al 4-2-4? Si passerà finalmente al 4-3-3, apparentemente il vestito ideale? Tante idee, tante opzioni. E tanti giocatori che chiedono spazio, dopo essere stati ignorati dal ct nella disastrosa serata di Solna.

Uno su tutti: Lorenzo Insigne. Un talento che raramente ha ripetuto con la maglia azzurra della Nazionale le prestazioni sciorinate con l'altra maglia azzurra, quella del Napoli. Ma un talento che, nonostante gli strani 15 minuti trascorsi sul terreno di gioco della Friends Arena, ha quella qualità che nell'attacco di Ventura ieri è mancata.

A ben vedere, Insigne è assieme al compagno di club Jorginho il simbolo dell'incoerenza di Ventura: un commissario tecnico che non sempre dirama le convocazioni e sceglie le formazioni da mettere in campo in base alle indicazioni del campionato. Se così fosse, a Solna l'attaccante di Frattamaggiore avrebbe giocato non dal 76', ma dal 1'.

Altri esempi? Due romanisti: Alessandro Florenzi e Stephan El Shaarawy. Il primo tornato con le ali ai piedi dal gravissimo infortunio che lo ha costretto a mesi e mesi di recupero e il secondo brillantissimo nell'ultimo periodo, con tanto di memorabile doppietta al Chelsea in Champions League. Il premio? Un biglietto di sola andata per la panchina e per la tribuna.

Quasi superfluo, poi, parlare di Jorginho: il metronomo del Napoli, il perno di tutte le azioni della capolista, il playmaker che il Brasile stava (e sta, finché non esordirà ufficialmente in azzurro) pensando di chiamare. Ventura l'ha solennemente e incomprensibilmente ignorato per mesi, poi l'ha convocato, ma come Florenzi ed El Shaarawy non gli ha dato spazio.

Ecco: tra i tanti capi d'imputazione a cui il ct deve rispondere, quello sugli assenti di lusso è uno dei primi. Insigne, Florenzi, El Shaarawy, volendo Jorginho: rendimento altissimo nel club e tanta fatica a conquistarsi un posto in nazionale, per colpa soprattutto di un modulo inadatto che penalizza tanti, troppi elementi.

Tra due giorni qualcosa dovrà cambiare. Per forza. Impensabile scendere in campo con il medesimo undici, anche perché tra noi e l'eliminazione ballano pericolosamente 90 minuti, non più 180. A San Siro dovrà essere un'Italia aggressiva, brillante, vivace. Viva, al contrario di ieri. E talentuosa. Quel talento che, ieri sera, è clamorosamente venuto meno.

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