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Gianni Infantino FIFA 2018Laurence Griffiths

Infantino critica la Serie A: "Situazione degli stadi? Oggi l'Italia è dietro al Gabon"

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Presente oggi a Roma in occasione dell'Executive Football Summits 18/19, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha trattato diversi temi legati al calcio italiano. Dalla questione razzismo ai giovani, passando per il caso Icardi. Il massimo dirigente FIFA ha poi parlato anche della tecnologia VAR.

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Partendo proprio dalle tante polemiche sempre presenti nonostante l'introduzione in campo del VAR, Infantino ha spiegato come non sia prevista una rivoluzione anche nella classe arbitrale. La preparazione dei direttori di gara rimane infatti un prerequisito fondamentale.

"Cambiare gli arbitri? E chi mettiamo Gesù Cristo? Sono esseri umani gli arbitri. Arbitrare oggi con la velocità che c'è è difficilissimo. Al Mondiale alcuni errori ci sono stati e continueranno ad esserci. La perfezione non ci sarà mai. L'arbitro prende il 95% delle decisione giuste, poi ne canna una e gli vogliamo sparare. Con la Var dobbiamo riconoscere che c'è stato un miglioramento. Oggettivamente grazie alla Var siamo qualcosa di meglio rispetto a quello che eravamo prima. Cercheremo di essere il più vicini possibile alla perfezione. Abbiamo visto anche che la Var ha reso più fluido il gioco e con il tempo miglioreranno arbitri e funzionamento. Cerchiamo di sostenere gli arbitri anche quando sbagliano contro la propria squadra del cuore. Anche noi dirigenti dobbiamo abbassare i toni".

A proposito della squadra del cuore, Infantino ha analizzato anche il caso Icardi. Grande tifoso dell'Inter, il presidente della FIFA ha auspicato un rientro in squadra dell'attaccante argentino.

"Da tifoso dell'Inter amo Icardi. Si può recuperare. Non posso essere razionale in questa situazione. I procuratori? Mi piacerebbe che anche questa professione fosse regolamentata come le altre. Se prendiamo ad esempio gli Stati Uniti questa professione è ultra regolamentata, penso che noi con i nostri quadernetti dobbiamo ancora fare molto. Cerchiamo di proporre entro quest'anno qualcosa che sia a tutela di tutti".

Passando invece a un tema più delicato come quello del razzismo, purtroppo ancora presente in molti stadi, Infantino ha condannato con forza ogni atto discriminatorio.

"Penso che il razzismo sia una piaga da combattere. Dobbiamo essere ancora di più attenti a quello che diciamo e come operiamo perché il calcio è un vettore incredibile. Non è un problema solo del calcio, ma della società italiana e non solo. Non è una scusa però per non fare niente. Bisogna educare e abbassare i toni. Nel calcio ci sta lo sfottò, ma non bisogna oltrepassare un limite e quando si tratta di razzismo bisogna intervenire con fermezza e sospendere le partite. Da solo il calcio non può occuparsi di questo e deve essere aiutato dal Paese che deve fare di più".

Parlando di calcio italiano, Infantino ha poi rivolto un appello a tutti i presidenti dei diversi club, spingendoli a credere di più nei giovani talenti che troppo spesso non vengono valorizzati.

"Presidenti fate giocare i giovani italiani. Bisogna capirlo e alcuni ci sono arrivati. In Spagna ad esempio sono tantissimi i calciatori che escono dalle giovanili. Ci sono esempi che dimostrano che si può essere vincenti anche formando i giocatori. E' una visione che bisogna avere. Mi auspico che le società facciano giocare i giovani italiani".

Infantino ha infine riservato una delle battute più interessanti in un'intervista esclusiva per 'Rai Sport'. Parlando della mancanza di stadi di proprietà in Serie A, il presidente della FIFA ha sottolineato la sua amarezza per l'arretratezza mostrata dal calcio italiano.

"La situazione degli stadi in Italia è qualcosa che va al di là di qualsiasi logica: questo Paese ha una passione e una cultura calcistiche incredibili. Oggi l’Italia è dietro al Gabon, che ha organizzato l’ultima Coppa d’Africa a livello di stadi. Lo stadio non è solo il luogo dove si disputa la partita ma il simbolo di una città. Vedere solo Udinese e Juventus che hanno degli stadi di proprietà è incredibile. Uno stadio non è solo un costo, ma è anche e soprattutto un investimento".

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