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Ilicic e Salah contro in Atalanta-Liverpool: quando giocavano insieme nella Fiorentina

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Avere a disposizione due giocatori come Josip Ilicic e Mohamed Salah è il sogno della maggior parte degli allenatori. Sono entrambi mancini, entrambi dotati di qualità tecniche tali da poter cambiare il volto di un’intera squadra ed entrambi capaci di garantire un’importante dote di goal nel corso della stagione. Eppure sono anche così diversi da poter essere perfettamente compatibili: più duttile e rifinitore il primo, più veloce e letale il secondo.

Quella che al momento è per costi e ambizioni dei rispettivi club una coppia probabilmente impossibile da assemblare, non molti anni fa è stata semplicemente realtà. E tra l’altro in Serie A.

È la stagione 2014-2015 e la Fiorentina, dopo due quarti posti consecutivi ed una finale di Coppa Italia persa, si presenta ai blocchi di partenza del campionato con ambizioni rinnovate. Alla guida di una squadra, che tra gli altri può contare su elementi del calibro di Gonzalo Rodriguez, Pizarro, Aquilani, Cuadrado, Borja Valero, Mario Gomez, Giuseppe Rossi e di un giovanissimo Bernardeschi, c’è ancora Vincenzo Montella, ovvero colui che è considerato uno tra gli allenatori di nuova generazione maggiormente in ascesa.

Della Fiorentina fa parte dal 2013 anche Josip Ilicic, un giocatore che, arrivato in Italia nel 2010 praticamente da sconosciuto, nelle tre annate vissute al Palermo ha dimostrato di avere doti fuori dal comune. Quando è in giornata è semplicemente immarcabile, ma spesso tende ad alternare giocate da autentico fuoriclasse a momenti nei quali esce totalmente dalla partita. E’ geniale e discontinuo, cosa non rara per elementi dotati di grande talento, e sebbene nessuno neghi il fatto che sia potenzialmente fortissimo, a Firenze non è riuscito ad entrare nel cuore della gente.

La sua prima annata in viola è stata condizionata da un infortunio alla caviglia, da diversi passaggi a vuoto e da non pochi equivoci tattici. In una Fiorentina che, a seconda degli uomini a disposizione, passa con disinvoltura dal 4-3-3 al 3-5-2, per lui spesso non c’è spazio. Nel corso della stagione Montella lo utilizza più o meno in tutti i ruoli dell’attacco, anche in quello di prima punta, ma Ilicic però non è un bomber, non è un predatore in area di rigore e per caratteristiche tecniche non è uno di quei giocatori abituati a fare a sportellate in avanti per difendere il pallone spalle alla porta in attesa che la squadra riesca a salire.

Il primo campionato in riva all’Arno si chiuderà con appena 3 reti all’attivo in 21 partite giocate (pochissime quelle per intero), troppo poco per un giocatore che l’estate precedente è stato acquistato a fronte di un esborso da 9 milioni di euro.

JOSIP ILICIC FIORENTINA ATALANTA SERIE A 08022014Getty

Quando parte l’annata 2014-2015, Ilicic non è propriamente una primissima scelta in attacco, ma a garantirgli spazio ci pensano i tanti infortuni occorsi ai compagni di reparto. Viene schierato soprattutto da seconda punta al fianco di Babacar, ma semplicemente non convince. La tifoseria viola non gli perdona il fatto di essere discontinuo e di dare spesso la sensazione in campo di essere quasi svogliato. Da possibile idolo a vera e propria calamita per i fischi il passaggio è breve e così, quando si avvicina l’inizio della sessione invernale del calciomercato, la situazione è chiara a tutti: meglio lasciarsi, piuttosto che sopportarsi.

Il mercato di gennaio della Fiorentina dipende soprattutto da Ilicic. Se esce lo sloveno si proverà a prendere qualcosa in entrata, altrimenti si resta così. Il suo nome viene accostato a quello del Palermo (che sogna un grande ritorno), del Torino, della Sampdoria ed anche a quello del Napoli che intanto è alla ricerca di un elemento che possa andare a sostituire quel Lorenzo Insigne che si è rotto il crociato e che ne avrà almeno fino ad aprile. Nulla, l’offerta giusta non arriva ed il sospirato trasferimento non si concretizza.

A lasciare Firenze è invece uno degli idoli del popolo gigliato, ovvero Juan Cuadrado, che si trasferisce al Chelsea per 30 milioni di euro più il prestito semestrale di un attaccante egiziano che al Basilea ha fatto intravedere qualità da potenziale fuoriclasse, ma che a Londra in un anno ha messo insieme la miseria di 19 presenze in tutte le competizioni, conditi da appena 2 goal: Mohamed Salah.

“Sono arrivato in un campionato di alto livello. Spero di restare alla Fiorentina il più a lungo possibile e di vincere tanto. Non è nelle mie intenzioni tornare al Chelsea, voglio migliorare qui e crescere insieme alla squadra. Baggio e Batistuta sono tra i miei modelli”.

L’ 8 febbraio 2015 Salah ha l’occasione di mostrare le proprie qualità al popolo del Franchi . La Fiorentina è impegnata in casa in una partita di campionato contro l’Atalanta quando Montella, al 65’, lo getta nella mischia. Tutti si rendono subito conto che è un giocatore molto diverso da Cuadrado, ma i suoi scatti, le triangolazioni con i compagni con i quali si allena da pochissimi giorni e le penetrazioni per vie centrali, lasciano fin da subito intuire che forse a rimetterci nell’affare non sono stati i viola. Serve tuttavia una controprova ed il match giusto arriva meno di una settimana dopo, quando i gigliati sfidano in trasferta il Sassuolo. Salah prima apre le marcature, poi sforna l’assist per il 2-0 per Babacar. Quando all’82’ viene sostituito proprio da Ilicic, i dubbi sono già tutti spariti: a Firenze non si vedeva da anni una cosa del genere.

Le settimane scivolano via senza che i due possano giocare con costanza insieme. Ora tocca all’uno, ora all’altro e spesso è staffetta. Per vederli finalmente in campo nello stesso undici titolare bisogna attendere il 9 marzo, quando la Fiorentina va all’Olimpico per sfidare la Lazio. La prova dei gigliati è disastrosa, tanto che finirà 4-0 per i biancocelesti e la gara dell’ex Palermo durerà solo 55’.

Solo pochi giorni prima, Salah si era definitivamente guadagnato un posto nei cuori viola giocando una partita maestosa contro la Juventus in Coppa Italia. All’11’ della contesa l’apoteosi: sugli sviluppi di un corner bianconero, Kurtic allontana il pallone dall’area viola e serve l’egiziano che dalla propria metà campo si invola verso quella avversaria, semina gli inseguitori, punta e brucia Padoin, si spinge fino all’altezza del dischetto del rigore e lascia partire un un sinistro sul quale Storari non può nulla. Al 56’, l’ex Chelsea segnerà anche il goal dell’1-2, mandando in visibilio gli oltre duemila accorsi allo Stadium da Firenze.

Mohamed Salah Arturo Vidal Juventus Fiorentina Coppa Italia 05032015Getty Images

Se l’egiziano viene ormai visto da molti come la stella sulla quale puntare anche per il futuro, per Ilicic le luci dei riflettori si fanno sempre più fioche, questo almeno fino a maggio. La Fiorentina incappa infatti in quattro sconfitte consecutive ad aprile in campionato e Montella, per invertire la rotta, decide che è arrivato il momento di puntare su entrambi. Lo sloveno rinasce e, schierato con continuità, si concede un finale di stagione da mattatore assoluto. Nelle ultime sei partite del torneo, alternerà giocate da fuoriclasse a guizzi da grande bomber, tanto che per lui i goal segnati in quell’ultimo frangente di stagione saranno ben sette.

La Fiorentina ha trovato gli uomini dai quali ripartire. Il ciclo Montella è ormai arrivato ad una conclusione non priva di polemiche, ma chi prenderà il suo posto potrà contare su due giocatori che si trovano ad occhi chiusi in campo e che con il sinistro parlano la stessa lingua.

A Firenze si riscoprono con due fenomeni in casa e le frizioni tra Ilicic ed i tifosi sono ormai un ricordo, ma c’è un problema: Salah ha già deciso da tempo che quella in Toscana sarà solo una tappa di passaggio.

La Fiorentina aveva chiuso con il Chelsea una trattativa che prevedeva che con un milione di euro il prestito sarebbe stato prolungato di un’ulteriore stagione e che successivamente, con un altro esborso da 18 milioni, il trasferimento sarebbe diventato a titolo definitivo. In realtà però, al momento della firma, l’attaccante si era assicurato, attraverso una scrittura privata, la possibilità di rifiutare il prolungamento della permanenza a Firenze.

Il club prova prima a convincerlo offrendogli un contratto da circa 4 milioni di euro a stagione poi, preso atto che non c’è altra possibilità che andare al muro contro muro, minaccia azioni legali. Ne seguiranno settimane tesissime, nelle quali il giocatore non risponderà nemmeno al telefono, lasciando al suo agente il compito di sistemare il tutto. Parte quindi da Firenze una raccomandata con la quale gli viene ricordato che il successivo 13 luglio dovrà presentarsi al raduno, ma non lo si vedrà mai più con la maglia viola addosso.

Josip Ilicic resterà alla Fiorentina per altre due stagioni. Una la vivrà da grande protagonista (saranno ben 13 i goal in 30 partite di campionato), l’altra sarà così deludente da portare ad una nuova rottura con la tifoseria viola.

Quando il 5 luglio 2017 l’Atalanta lo soffia letteralmente alla Sampdoria, società che attendeva solo l’arrivo a Genova dello sloveno per le visite, a Firenze tutti accolgono la sua cessione quasi come un colpo importante.

Gli orobici in realtà avevano appena speso i migliori 5,5 milioni di euro della loro storia e si erano assicurati un campione che di fatto ha contribuito attivamente a fare di quella di Gasperini una delle squadre più belle e forti d’Europa. Alle qualità ben note, ha abbinato anche una continuità straordinaria e le sue stagioni a Bergamo sono semplicemente state spettacolari.

Salah intanto, dopo due annate eccellenti vissute alla Roma, ha deciso di tornare in Inghilterra e di ripartire da quel Liverpool con il quale si è consacrato come uno dei giocatori più forti del pianeta. Da allora ha vinto una Champions League, una Supercoppa Europea, un Mondiale per Club, una Premier League ed ha anche battuto svariati record nel campionato inglese.

Ilicic e Salah si ritroveranno questa sera sullo stesso campo in Champions, ma da avversari e probabilmente non ci sarà il modo di parlare di quei mesi vissuti insieme da compagni. Quello che è certo e che a Firenze in molti, nel vederli in azione, penseranno a ciò che poteva essere e che non è stato.

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