Un lampo di Eder a fulminare l'incolpevole Isaksson. Un lampo di Eder a regalare la qualificazione agli ottavi. L'Italia, pur non profondendo una prova complessivamente pimpante, con il minimo sforzo trova altri tre punti vitali per il proprio cammino. Una vittoria difficile, sofferta e supportata da un'invidiabile solidità difensiva. Ma se Bonucci e reparto non fanno più notizia, la prodezza del centravanti dell'Inter non può passare inosservata.
Un gesto tecnico straordinario, rete significativa per più motivi, a partire da un concetto banale: l'attaccante vive per il goal e, dal canto suo, Eder ne ha rifilato uno alla Svezia di pregevole fattura. Prova generosa quella proposta dalla punta azzurra, tanto sacrifico in fase di non possesso e pressing sui centrocampisti avversari per cercare di rendere la squadra corta. Quando le palle giocabili sono poche, subentra l'intelligenza del singolo. Ecco che, al minuto 88, la curva italiana esplode grazie a Eder: tre difensori in tasca e destro chirurgico che si va a infilare lì dove Isaksson non può mai arrivare nella vita.
Ma non è il successo del singolo. E' il successo del gruppo. Eder, con sacrificio e dedizione, ha saputo convincere Antonio Conte nel pre-Europeo di Coverciano. Nessuna intenzione, da parte del selezionatore salentino, di associare unicamente l'ìtalo-brasiliano all'esperienza poco felice alla Pinetina. In questi casi, infatti, fondamentale ragionare senza pregiudizi.
La coppia Eder-Pellè funziona a intermittenza, l'affiatamento dovrebbe arrivare con il tempo, impossibile pensare di essere al top dell'intesa dopo pochi allenamenti. Ciononostante, l'Italia in due gare ha trovato tre reti e, nello specifico, due sussulti sono arrivati proprio dagli attaccanti titolari. Chiedere di meglio, onestamente, avrebbe del poco rispettoso.
Eder, alla sua prima conclusione nello specchio a Euro 2016, ha trovato immediatamente la gioia personale. E, per lui, attualmente il bottino globale recita 3 goal in 12 presenze. Tutta la sua felicità nella conferenza del post match: “Sono molto soddisfatto – afferma il numero 17 azzurro – ho provato la finta e, fortunatamente, il mio tentativo è finito nel migliore dei modi. Abbiamo vinto una partita importante per il nostro cammino. Possiamo e dobbiamo ancora migliorare, il gruppo è unito e sta lavorando duramente per ottenere il massimo; questo inizio ci dà fiducia ma non abbiamo ancora fatto nulla”.
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