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Antonio Conte, Chelsea, Premier League, 05152017Getty Images

Il futuro di Conte? L'Inter può sperare: "Se resto al Chelsea..."

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Dalle vittorie con la Juventus a quelle col Chelsea , per Antonio Conte cambia Paese, cambia lingua ma non cambia la fame di vittorie e il duro lavoro per ottenerle. Il tecnico è riuscito ad imporsi anche in Premier League, prendendo in mano un club che veniva da una stagione difficile e aveva necessità di essere rivitalizzato. E alla sua prima stagione in Inghilterra, Conte ha guidato i Blues alla vittoria del titolo, con la possibilità di vincere anche la FA Cup; in finale c'è l'Arsenal a contendergliela.

"Questo è già un grande club - ha affermato Conte, intervistato da 'Repubblica' - Però ha alzato una Coppa Campioni e poi è uscito al primo turno, ha vinto una Premier e poi è arrivato decimo. Deve trovare stabilità al top". E il Chelsea intende trovarla con Conte, che è già partito col piede più che giusto.

Del futuro ne discuterà col presidente Abramovic, anche se niente verrà reso noto prima della finale di FA Cup. Il progetto iniziato col Chelsea è di quelli che stuzzicano Conte, ma la certezza della sua permanenza a Stamford Bridge ancora non c'è.

Un 'se', magari del tutto inconscio, fa capolino... " Con mia moglie Elisabetta a gennaio abbiamo deciso che Vittoria (la figlia, ndr) avrebbe finito la scuola a Torino - ha spiegato Conte - Ma se rimango, verranno a stare con me. Per nostra figlia sarà una grande opportunità vivere in un Paese straniero. Di sicuro un altro anno da solo non lo faccio ".

Una bella sfida per Conte sarebbe anche prendere in mano l'Inter e riportarla ai vertici. E' lui, infatti, il primo obiettivo del club nerazzurro per la panchina e i tifosi nerazzurri se lo augurano... " L'entusiasmo degli italiani mi inorgoglisce - ha detto ancora Conte - Lo share della Premier in tv è salito anche per il Chelsea, al di là di simpatie o antipatie per me. Le speculazioni sul mio futuro sono normali ".

Intanto, Conte può già fare un bilancio della sua prima annata inglese... " Mi sento fortificato - ha spiegato - Sul lavoro resto intransigente, ma sono più flessibile. Ho imparato a chiudere gli occhi: per esempio quando vedevo mangiare uova strapazzate prima della partita. Di un Paese devi accettare le tradizioni. E parlarne la lingua, per rispetto. L'inglese? Due settimane di corso intensivo. Avevo basi scolastiche, è stata una montagna da scalare. Però non c'è lingua che tenga, se non sai trasmettere: tanti professori universitari non sono bravi insegnanti ".

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