C’è una Nazionale europea che sta cercando casa. E’ Gibilterra, che sta pensando di lasciare lo stadio di Faro, designato come impianto casalingo per le qualificazioni a Euro 2016, e spostarsi molto più a nord, in quel di Londra.
Il Victoria Stadium, l’unico disponibile nel territorio della Rocca, non rispetta infatti gli standard minimi imposti dalla UEFA, e la costruzione di un nuovo impianto, per quanto auspicata dalla Federazione, richiede un iter non immediato.
“La soluzione di Faro, in Portogallo, ci fu proposta parecchi anni fa. Abbiamo fatto qualche miglioria infrastrutturale e per questo intendiamo completare il girone di qualificazione in questo stadio – sottolinea Dennis Beiso, chief executive della Federcalcio di Gibilterra – Il progetto dello stadio presso l’Europa Point è considerato prioritario, ma Londra è sicuramente un’opzione per il futuro. Facile da raggiungere, nessuna barriera linguistica, è una soluzione che stiamo considerando. Abbiamo buone relazioni con la FA inglese e sono certo non sarà un problema”.
Anche per i tifosi, l’ipotesi londinese sarebbe benvenuta: “Abbiamo fatto richiesta alla Federazione perchè si giochino le gare interne presso lo stadio del Fulham – ha dichiarato Shawn Ramos dell’Associazione dei tifosi di Gibilterra – tante altre Nazionali giocano partite a Londra, ci sono tanti espatriati che vivono lì, noi abbiamo tanti studenti gibilterrani ad esempio. Avrebbe molto senso giocare le partite interne a Londra, per noi è più facile da raggiungere e ci sarebbe un’atmosfera migliore”
Il viaggio da Gibilterra a Faro richiede infatti sei ore. “Andata e ritorno, compresa la partita, ci vogliono minimo 15 ore – ribadisce Ramos – Da Gibilterra ci sono invece voli diretti per Londra, e in pochi avrebbero problem a fermarsi una notte a Londra”. A Faro contro l’Irlanda c’erano circa 700 tifosi di Gibilterra, mentre il record d’affluenza è di circa 2000 persone.

In teoria, ci sarebbero altri stadi disponibili a una o due ore di macchina, ma la Spagna non rappresenta certo l’opzione ideale per Gibilterra, essendo stata la principale oppositrice al suo ingresso nella UEFA, per ragioni politiche. Craven Cottage sarebbe la sede più adatta, anche se negli ultimi anni si sono viste gare internazionali anche negli stadi di Arsenal, QPR, Millwall, Watford, Brentford e Leyton Orient. Nigeria, Ghana e Australia hanno giocato diverse amichevoli a Londra, ma Gibilterra sarebbe la prima Nazionale a giocare gare di competizioni UEFA nella capitale britannica.
Già, perchè Gibilterra non è ancora membro della FIFA, fatto che impedisce per il momento la sua partecipazione alle qualificazioni ai Mondiali del 2018. Dopo aver visto la propria domanda respinta nel 1997, sulla Rocca ci hanno riprovato nel 2013: “La FIFA la sta trattando come una domanda ex novo, mentre in realtà è la ripetizione della domanda del 1997. Solo che le regole nel frattempo sono cambiate – ribadisce Beiso – Ora Gibilterra non potrebbe essere ammessa in quanto nazione non indipendente, ma secondo le regole del 1997 lo sarebbe stata. Cerchiamo una dispensa dalla Corte di Arbitrato dello sport, e magari poter competere con una deroga nelle competizioni FIFA”.
“Ci sono tanti membri della FIFA che non sono Stati indipendenti, proprio come noi”. Dopo Nuova Caledonia, Samoa Americane, Isole Cayman, Far Oer e molte altre, potrebbe essere dunque la volta di Gibilterra. Spagna permettendo.

